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Guerra del prezzo del petrolio e prova della pandemia

Martin Sieff, SCF 29 marzo 2020

La storia in verità non si ripete mai, ma molto spesso s’inverte. Il principe ereditario Muhamad bin Salman scommise pesantemente sulla ripetizione della storia quando cercò di far fallire la Russia aprendo le porte a produzione ed esportazioni di petrolio illimitate: rovinerà invece solo il regno dell’Arabia Saudita. Negli anni ’80 re Fahd dell’Arabia Saudita collaborò strettamente cogli Stati Uniti per abbassare i prezzi del petrolio e far fallire l’Unione Sovietica. Allo stesso tempo, Washington di nascosto incoraggiò Riyad a versare fondi illimitati e altri aiuti ai mujahidin che combattevano l’Armata Rossa in Afghanistan. Anche i missili Stinger forniti dalla CIA gli arrivarono. Oggi accade il contrario, la strategia kamikaze ad alto rischio saudita si rivolge sia alla Russia che alla produzione petrolifera statunitense. L’industria del fracking nordamericana sembra essere l’obiettivo principale. Ma nel solito modo selvaggio e avventato, Bin Salman non sembra preoccuparsi del rischio che presenta anche agli interessi fondamentali della Russia. In effetti, la Russia è molto più preparata di Stati Uniti o Riyad nel cavalcare la crisi finanziaria globale che già sfugge al controllo. Bin Salman lanciava la sua guerra dei prezzi del petrolio prima che l’ondata dell’epidemia di coronavirus uscisse dalla Cina. Ora cresce in proporzioni da tsunami, specialmente negli Stati Uniti. L’economia globale sta per chiudersi ed è abbastanza facile che non vedremo l’inizio di una vera ripresa prima di luglio. A quel punto l’industria petrolifera mondiale sarà dissolta.
La Russia è finanziariamente solida, grazie alle caute politiche di ricostruzione del governo di Mosca dalla crisi finanziaria globale del 2008-2009, ma lo stesso non si può dire né di Riyad né di Washington. Bin Salman da quando ha preso il potere dopo la morte dello zio, il vecchio saggio e prudente re Abdullah, spese soldi come un marinaio ubriaco. La sua spietata guerra aerea ai civili dello Yemen è costata decine di migliaia di morti e molte fortune. Le politiche di Bin Salman soddisfacevano i giganteschi industriali di armamenti statunitensi, ma nessun altro. Anche Washington continuava la sua strada dissoluta. Il presidente Barack Obama ereditò il più grande deficit finanziario della storia dall’oscuro George W. Bush. Il riverito Obama prontamente lo raddoppiò. Col presidente Donald Trump e tutti gli sforzi per rilanciare l’industria interna degli Stati Uniti, il deficit federale e la spesa pubblica sono nuovamente aumentati. In questo momento, Trump e il Congresso si univano in uno sforzo disperato bipartisan per mantenere a galla l’economia, anche se costretti dalla crisi del coronavirus a chiuderla per un periodo indefinito. Lord Correlli Barnett, il grande storico del declino e caduta imperiale e industriale inglese, amava parlare di Prova della Pace e Prova della Guerra. Si riferiva alle sfide che le diverse condizioni rappresentavano a una società ed economia che aveva perseguito per troppo tempo falsi valori con politiche illusorie.
Oggi, l’ordine liberista internazionale che ha impoverito le nazioni per così tanto tempo nel nome di una mitica “prosperità” fantastica e fantasmatica affronta la prova della pandemia. Un ordine basato su confini inconsapevolmente aperti è costretto a malincuore e troppo lentamente a chiuderli semplicemente per preservare la vita in pericolo del popolo. Allo stesso tempo, la pandemia scatenava l’ennesima crisi finanziaria ed economica: Di fronte a questa prove della pandemia, il sistema economico nordamericano affronta il famosa e spaventosa scritta sul muro nel libro biblico mitico di Daniele, “Sei stato pesato sulla bilancia e trovato vuoto”. La guerra dei prezzi del petrolio di Muhamad bin Salman incombe su Wall Street, e anche su di lui. Finanziata da obbligazioni spazzatura e rating Tripla B, il collasso dell’industria del fracking rovinerà l’economia statunitense e distruggerà la strategia per la rielezione del presidente Trump.
I sauditi vogliono controllare il mercato mondiale del petrolio. Vogliono rivendicare la posizione oscillante di cui godevano da più di 40 anni, dal 1967. Per raggiungere questo obiettivo, vogliono eliminare i principali produttori di petrolio statunitensi: vogliono far fallire i produttori statunitensi di fracking e shale oil. Il prezzo del petrolio sostenibile da cruciale pareggio per i produttori nordamericani di scisto è di solito sui 68 dollari al barile. I sauditi nelle loro guerre di riduzione dei prezzi con Russia e Stati Uniti ora portavano il prezzo del Brent a circa 45 dollari al barile. Il greggio WTI è attualmente a circa 31 dollari al barile. I prezzi del petrolio sono già precipitati al loro minimo dal 2003 e sembrano ancora precipitare ulteriormente. Al di sotto di 68 dollari al barile, gli Stati Uniti non possono più essere un grande esportatore di petrolio. La rapida espansione dell’industria del fracking statunitense negli Stati Uniti fu finanziata da obbligazioni spazzatura e dal rating tripla B di Wall Street, sottolineava l’analista finanziario statunitense ed ex-banchiere mercantile londinese Martin Hutchinson. Quando Michael Milken creò le obbligazioni spazzatura, creò un mercato da 100 miliardi di dollari. Ma dopo 11 anni di tassi di interesse primi effettivamente pari allo zero, il mercato spazzatura è ora cresciuto a 1,2 trilioni di dollari. Tutto costoro presero troppo in prestito dai mercati delle obbligazioni spazzatura e rating tripla B. Il mercato obbligazionario con rating triplo B è persino più vasto e quasi senza fondo. Ora vale 3 trilioni di dollari. Ed è molto traballante, stima Hutchinson. Pertanto il crollo dei prezzi del petrolio minaccia le colossali bolle speculative sui bond di collasso e rovina. Una volta che un’emissione di obbligazioni spazzatura o addirittura con rating tripla B partirà, anche il resto crollerò rapidamente dopo di essi, come i lemming che si gettano da una scogliera, avvertiva Hutchinson. Una volta che ciò accadrà, sarà molto difficile ricapitalizzare l’industria del fracking negli Stati Uniti, specialmente perché le grandi banche sono gestite da ambientalisti alla moda ostili al fracking e non saprebbero come finanziare e creare un grande fracking o altri affari di recupero di petrolio anche se volessero, concludeva l’analista.
La guerra dei prezzi di Bin Salman fallisce contro la Russia, ma va oltre le aspettative anche contro gli Stati Uniti. Tuttavia, ora la prova della pandemia è stata imposta a Riyadh a Washington e Wall Street. Sono giorni in cui tremare.

Traduzione di Alessandro Lattanzio