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La guerra popolare contro il coronavirus: perché Washington teme l’esempio della Cina

Scott Scheffer, Struggle – La lucha 28 marzo 2020

Raccogliendo le notizie, chiunque può trovare articoli che riconoscono che la “Guerra popolare” della Cina contro l’epidemia di Covid-19 è sulla buona strada della vittoria totale. I sacrifici del popolo cinese e la fiducia che hanno nel Partito Comunista Cinese (PCC) hanno portato a controllare l’enorme crisi sanitaria. La miserabile risposta ‘prima il profitto’ dell’amministrazione Trump all’arrivo del virus negli Stati Uniti ha denudato il capitalismo. Migliaia perdono il sostentamento, incapaci di ottenere le scorte necessarie ed un vero aiuto medico. Il disegno di legge di emergenza dei democratici fornisce solo un piccolo aiuto a una piccola parte della popolazione. Il contrasto tra la grande opera della Cina socialista e la crudeltà del capitalismo USA minaccia un cambiamento radicale su come i lavoratori pensano ai due sistemi sociali. L’amministrazione Trump si sforza di cancellare questa possibilità diffamando la Cina. La linea ufficiale è che la Cina ha nascosto il pericolo di pandemia, ha punito chi inviava avvertimenti, rifiutato l’aiuto dagli Stati Uniti e causato ritardo di tre settimane nella risposta che sostengono che sarebbe certamente in corso negli Stati Uniti se solo l’avessero saputo. Si, come no.
L’idea che la Cina avesse guadagnato tempo per il resto del mondo viene spesso affermata da funzionari sanitari. Alcune nazioni che avevano risorse presero spunto dalla Cina e si prepararono quando il virus si diffuse a livello internazionale. La colpa della mancanza di risorse in gran parte del mondo è dell’imperialismo USA. Sanzioni economiche viziose statunitensi, programmi di austerità del Fondo monetario internazionale e assorbimento di risorse hanno reso i Paesi vulnerabili. La Casa Bianca ha inasprito le sanzioni contro Venezuela, Iran e Cuba negli ultimi giorni. Il virus ha raggiunto Gaza e Paesi in Africa dove sanzioni e dominio imperialista hanno spezzato l’economia. Molto tempo fa, Trump ridusse il budget dei Centri statunitensi per il controllo delle malattie (CDC) e gli sforzi per prevenire focolai in Cina, Pakistan, Haiti, Ruanda e Congo.

Gli Stati Uniti puniscono mentre la Cina aiuta
La Cina, nel frattempo, invia medicine e ogni forma di aiuto ad altri Paesi, tra cui Francia, Spagna, Italia, Belgio, Iran, Iraq e Filippine. L’umanità e la solidarietà del popolo cinese sono così minacciose per gli Stati Uniti che il titolo di un articolo di Foreign Policy del 25 marzo gridava: “Come la Cina sfrutta il Coronavirus per indebolire le democrazie”. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) fu informata dalla Cina ancor prima che il potenziale della pandemia fosse certo. L’OMS condivise le informazioni col CDC degli Stati Uniti e parlò ripetutamente del pericolo. Ci furono molti avvisi tempestivi! Gli Stati Uniti ebbero ancheuna linea di comunicazione diretta tramite la dott.ssa Linda Quick, persona dello staff del CDC di stanza in Cina da luglio 2019. Secondo Reuters del 22 marzo, il lavoro di Quick consisteva nel lavorare con epidemiologi per concentrarsi sugli scoppi virali e riferire agli Stati Uniti “Era in posizione ideale per essere occhi ed orecchie sul campo di Stati Uniti e altri Paesi”. La sua posizione fu eliminata dall’amministrazione Trump. Ciò dimostra che è falso che la Cina abbia rifiutato l’aiuto degli Stati Uniti. Accolsero con favore questo collegamento e fu Trump ad eliminarlo. Era il 31 dicembre quando la Cina riferì per la prima volta tutto ciò che sapeva e non all’OMS. Un rapporto sulla situazione dell’OMS del 21 gennaio indica che la città di Wuhan riportò 45 casi in cura per polmonite, ma non si era ancora sicuri della causa. Il primo paziente di cui sapevano si ammalò il 12 dicembre. Attraverso la ricerca degli ultimi mesi, scienziati cinesi e altri appresero che questo coronavirus è diverso dai suoi sei cugini conosciuti. Questo può essere contagioso mentre ci sono sintomi lievi o assenti, ma è potenzialmente mortale, ricetta per una terribile epidemia o addirittura pandemia. La Cina mappò il genoma e lo condivise col mondo solo 12 giorni dopo il loro primo rapporto all’OMS, un’incredibile impresa scientifica e grande passo avanti per il mondo. Allo stesso tempo, la Cina segnalò il collegamento con un mercato del pesce a Wuhan. Sebbene non avessero ancora confermato la trasmissione da uomo a uomo, i funzionari cinesi erano abbastanza preoccupati da chiudere il mercato e limitare i viaggi da e verso Wuhan. Il 23 gennaio, il numero di casi confermati raddoppiò in un giorno a 570 e 17 persone erano morte. Wuhan e altre tre città nella provincia di Hubei furono immediatamente chiuse. Presto il blocco fu ampliato in modo che 100 milioni di persone si rifugiassero a casa. Consegne di cibo, cure mediche, migliaia di ore di ricerca, milioni di test di coronavirus, siti di test “pop-up” in tutta la Cina, droni che spruzzavano disinfettanti a Wuhan e che facevano annunci pubblici, ospedali costruiti a una velocità incredibile, tutto questo iniziò sotto il leadership del PCC.

La calunnia anti-cinese aumenta
Come aumentavano le critiche a Trump, la narrativa anti-cinese fu impiegata sempre più spesso e fu ampliata anche dai media liberali e progressisti. Un articolo di Vox del 10 febbraio cita un epidemiologo che utilizza statistiche per contraddire le informazioni fornite dalla Cina prima che tali statistiche fossero disponibili. Il suo argomento ingannevole è facile. Alcuna statistica su un’epidemia è accurata se non c’è tempo per compilazione e studio. I casi potrebbero essere esistiti in precedenza, ma la Cina riferì ciò che sapeva e fu chiara su ciò che non sapeva al 31 dicembre. Il 30 dicembre, il dottor Li Wenliang, oculista dell’ospedale centrale di Wuhan, seppe di una serie di casi di polmonite e lo comunicò ai medici di un altro ospedale di Wuhan. Lo ritenne un coronavirus. Fu quindi convocato dalle autorità di Wuhan e rimproverato. Il governo centrale della Cina aveva buone ragioni per volere che le informazioni fossero centralizzate. Molti funzionari di partito e scienziati lavoravano giorno e notte per saperne di più sulla malattia e come prevenirne la diffusione. Tuttavia, il governo centrale ritenne che l’azione della polizia a Wuhan fosse inappropriata e, a suo merito, si scusò. Indagano su come il protocollo venisse applicato in modo errato. Ma l’amministrazione Trump ha colto tale incidente usandolo come altro ariete contro la Cina. Le urla di condanna dei media rafforzavano gli attacchi da guerra fredda alla Cina. Anche se si profila la possibilità che gli Stati Uniti siano l’epicentro globale, la Casa Bianca suggerisce di invertire rotta e indurre il Paese a tornare al lavoro entro metà aprile. Questa notiziola attualmente allieta Wall Street mentre gli investitori cercano di riprendersi dai giorni peggiori della storia del Dow Jones. È evidente il contrasto tra sistema socialista il cui obiettivo è l’umanità e sistema capitalista decrepito e violento basato sull’avidità dei miliardari. I miliardari e i loro lacchè hanno ragione a preoccuparsi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio