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Cuba è guidata dall’esempio rivoluzionario

Ramona Wadi, SCF 27 marzo 2020

“Abbiamo più medici che lavorano all’estero di qualsiasi altro Paese al mondo, non perché esportiamo nulla ma semplicemente perché vogliamo partecipare alla costruzione di un mondo con migliori condizioni di salute e condizioni di vita”, dichiarava il dottore cubano Luis Herrera in esclusiva intervista a TeleSur. Il Dott. Herrera ha il merito di aver sviluppato l’interferone Alpha 2B 40 anni fa, utilizzato per prevenire complicazioni mediche che potrebbero derivare dalla contrazione del coronavirus COVID-19. Mentre i governi del mondo dediti al neoliberismo lottano per contenere la diffusione del virus, chiudendo i confini e imponendo il controllo militare, Cuba manteneva l’approccio internazionalista, guidando con l’esempio rivoluzionario. Il governo cubano consentiva a una nave da crociera inglese colpita dal virus di attraccare nel suo porto e ai passeggeri di sbarcare fin quando i voli charter non li riportavano a casa. Cuba poté prendere tali decisioni sapendo che il Paese è ben preparato nella medicina preventiva tenendo sotto controllo ogni possibile trasmissione di virus. Eppure, l’occidente spesso ci ricorda che il socialismo non funziona; giustifica, forse, le incessanti forme di intervento estero volte a mantenere la supremazia occidentale. Il COVID-19 ha svelato i sistemi di sfruttamento di capitalismo e neoliberismo. In Italia, gli ospedali non possono tenere il passo col numero di pazienti che richiedono cure intensive. Il primo ministro inglese Boris Johnson ritardava le misure adottate da altri paesi in Europa e a livello internazionale per frenare la diffusione del virus, parlando in modo insensato di sviluppo dell’immunità da gregge, trascurando il segmento della popolazione che può sviluppare complicazioni dal virus. Cuba ora riceve richieste internazionali per fornire l’interferone Alpha 2B. L’occidente neoliberista cerca l’aiuto di un Paese comunista sotto blocco per risolvere i propri problemi, e fedele al suo spirito rivoluzionario, Cuba soddisferà tali richieste. Il direttore di BioCubaFarma, Eduardo Martinez Diaz, dichiarava: “Al momento abbiamo richieste da un numerosi Paesi, a cui rispondiamo perché abbiamo capacità sufficiente, senza mettere a rischio le richieste del Paese”. Non solo la medicina cubana è richiesta dai Paesi occidentali. L’Italia ha richiesto l’aiuto di medici cubani, venezuelani e cinesi per aiutare la regione Lombardia, la più colpita dal coronavirus. Per ora, almeno, la duplicità sui Paesi socialisti in America Latina è stata messa da parte per accogliere ciò che è gravemente carente in Europa: una politica che dia priorità alla popolazione.
Chiaramente, il neoliberismo ha fallito. Tuttavia i media mainstream non sono ancora interessati alla necessità di spostare l’attenzione sull’esempio internazionalista di Cuba. Questa non è la prima volta che l’internazionalismo cubano sia in netto contrasto coi metodi della militarizzazione impiegati dall’occidente di fronte a situazioni umanitarie. La rivoluzione cubana non ha mai riguardato i privilegi. In effetti, ha mantenuto i principi delineati da Fidel Castro su istruzione e assistenza sanitaria, costruendo una società responsabile. Alla fine degli anni ’60, tutti i cubani avevano accesso all’assistenza sanitaria gratuita, nonostante l’esodo dei medici negli Stati Uniti dopo la caduta del dittatore Fulgencio Batista. A Cuba, l’assistenza sanitaria fa parte della responsabilità sociale ed è questo valore che consente al Paese di rimanere al timone nell’assistenza medica internazionale. Cuba si era anche offerta d’inviare medici negli Stati Uniti dopo l’uragano Katrina, un’offerta respinta dal presidente al momento, George. W Bush, che parlò di propaganda. In Bolivia, i medici cubani curarono Mario Teran, l’assassino del rivoluzionario argentino Ernesto Che Guevara, con la chirurgia oculare. Nel 2010, Fidel si pronunciò contro la militarizzazione delle situazioni umanitarie. Con riferimento ad Haiti, dichiarò: “A mio avviso, tali eventi complicheranno e creeranno il caos nella cooperazione internazionale, che è già di per sé complessa”. Ancora una volta, l’occidente emulò l’unico piano di risposta di cui è capace, irretito come è nella situazione capitalista. “Mandiamo medici, non soldati!” Fidel distinse enfaticamente.
Una volta terminata l’urgenza del coronavirus, la comunità internazionale ripagherà Cuba opponendosi all’imperialismo nordamericano fin quando il blocco non sarà completamente rimosso?

Traduzione di Alessandro Lattanzio