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Il coronavirus rivela un grave difetto nella NATO

Oksana Borisova e Ljudmila Surkova, Vzgljad, 27 marzo 2020 – Histoire et Societé

Le forze della NATO hanno mostrato l’incapacità di resistere agli attacchi batteriologici: a causa del COVID-19, riducono i contingenti nelle basi estere. E l’incidenza del virus nell’esercito nordamericano è più elevata che nella popolazione civile. Allo stesso tempo, l’esercito cinese in condizioni simili si è dimostrato migliore. E le Forze Armate della Federazione Russa, dove non c’è un solo paziente, aiutano un Paese della NATO a combattere il virus. Questa settimana, il numero di pazienti militari statunitensi con coronavirus è balzato improvvisamente del 60%, ammetteva il Pentagono. Furono registrati almeno 227 casi. Allo stesso tempo, il tasso d0infezione dei militare anticipa le dinamiche nella popolazione civile nordamericana. Mentre per un milione di soldati furono identificati 175 casi, ce ne sono solo 135 per i civili. Secondo ila TASS, il Pentagono ordinava l’aumento delle misure di sicurezza in tutte le strutture negli Stati Uniti e all’estero. Secondo la segretaria stampa del dipartimento, Alyssa Farah, in tutte le strutture, senza eccezioni, le misure di protezione della salute venivano portate al livello “Charlie”, quarto su cinque. Ciò comporta il trasferimento di altri dipendenti al “telelavoro”. Si consiglia a chi presta servizio all’estero di prepararsi al possibile ritorno nel Paese di origine. La pandemia ha anche influenzato le attività della NATO nell’insieme. L’Alleanza ha dovuto limitare le esercitazioni Defender 2020. Il segretario generale dell’alleanza Jens Stoltenberg ricordato che è l’esercito che aiuta la popolazione civile nel contesto di tali crisi, in particolare, fornisce ospedali, si occupa di logistica, protegge i confini, ecc. La Francia, nel frattempo, dichiarava il ritiro delle truppe dall’Iraq a causa dell’epidemia.
L’esercito russo si prepara allo scontro col nemico invisibile. Il Ministero della Difesa pubblicava le immagini delle esercitazioni per la difesa da radiazioni, attacchi chimici e biologici (RCB) nei distretti occidentali e centrali. Le immagini mostrano come i soldati disinfettavano strade, edifici e personale. Le esercitazioni si svolgevano in sette poligoni e cinque aeroporti distrettuali. Secondo gli esperti militari, questa elevata incidenza tra le forze armate statunitensi indica violazioni dell’igiene e comunicazioni attive coi civili. Il coronavirus apporterà modifiche alla posizione delle basi statunitensi, in particolare nell’Europa occidentale, dove “il virus imperversa”, dichiarava il caporedattore della rivista Arsenale della Patria Aleksej Leonkov. “I militari statunitensi non possono affrontare la minaccia con mezzi regolari nelle basi militari. Molto probabilmente, un numero minimo di personale vu rimarrà e la maggior parte tornerà negli Stati Uniti”, aveva detto Leonkov al quotidiano Vzgljad. Qualsiasi esercito moderno, come dello di Stati Uniti, Cina o Russia, dovrebbe poter respingere un attacco batteriologico, vale a dire che per i militari, in linea di principio, la comparsa del COVID-19n non è una novità, secondo gli esperti. “La protezione contro le aggressioni biologiche consiste in varie forme di quarantena, uso di disinfettanti, vaccinazioni”, aveva detto Sivkov al quotidiano Vzgljad. In caso di epidemia, i soldati devono indossare tute protettive e maschere ad ossigeno. Con tali uniformi, è possibile entrare nell’area più pericolosa ed eseguire la disinfezione”. Sulle regole generali di condotta dell’esercito durante una pandemia, se necessario, le truppe RCB devono isolare le aree più pericolose. “Esperti con attrezzature appropriate effettuano ricognizioni biologiche. Successivamente, viene sviluppata una serie di misure per proteggere il personale, ad esempio la vaccinazione. Nel territorio attaccato, il trattamento viene effettuato coll’obiettivo di distruggere agenti biologici”, aveva detto.
Allo stesso tempo, Sivkov notava che l’esercito russo è meglio preparato dei partner europei e nordamericani, come evidenziato dalle statistiche sulla morbilità; finora non c’è infezione nel nostro esercito. Questo risultato, secondo la convinzione di Sivkov, è raggiunto grazie all’eredità del sistema sanitario sovietico; le sue norme e gli standard sono ancora in vigore. “L’esercito nordamericano è colpito da questo virus, quando non vi è una sola persona colpita nell’esercito russo. Nell’esercito russo, il sistema di protezione biologica è stato costruito secondo gli standard sovietici, tenendo conto dei risultati scientifici moderni “, aveva detto Sivkov. Leonkov aggiungeva che nel nostro Ministero della Difesa, così come nell’esercito della RPC, ci sono più di 20 unità per contrastare i rischi biologici, “mentre gli eserciti di altri Paesi non ne hanno”. “Non è un caso che l’esercito cinese sia venuto in aiuto di città in quarantena. La Cina ha ereditato questo tipo di truppe dall’Unione Sovietica “, aveva detto. In effetti, gli specialisti cinesi furono addestrati da specialisti sovietici negli anni ’50 e ’60. La stessa cosa accadde a Cuba.

L’esercito aiuta le città
“Nel caso di epidemie, i militari dovrebbero soccorrere i civili, perché qualsiasi esercito dovrebbe poter combattere in condizioni di pericolo chimico, biologico e radiologico. Per questo, ci sono alcune forze e mezzi, set di protezione: tute, maschere antigas, mezzi per decontaminare sostanze pericolose, ecc.”, secondo Leonkov. Si stupisce che il ruolo dell’esercito nell’eliminare i focolai del virus in Francia e USA sia “non molto importante”. “Se hanno questo tipo di truppe, da quanto tempo non svolgono esercitazioni per eliminare le conseguenze di un attacco biologico?”, si chiedeva Leonkov. Allo stesso tempo, l’esercito cinese veniva in aiuto delle città in quarantena, adottava tutte le misure necessarie per decontaminare il territorio e forniva assistenza nella ricerca. “In generale, i militari vi hanno lavorato pienamente”, secondo Leonkov. Ricordiamo che questa settimana 15 aerei con apparecchiature diagnostiche russe, stazioni di disinfezione, nonché un centinaio di virologi militari russi e specialisti epidemiologici, otto squadre mediche ed infermieri arrivavano in Italia colpita dal coronavirus. Secondo il quotidiano Vzgljad, i nostri soldati iniziavano a lavorare. In particolare, insieme ai soldati italiani, disinfettavano la pensione Martino Zanki nei sobborghi di Bergamo. Secondo il Ministero della Difesa russo, 2000 metri quadrati di “locali interni e strade” furono disinfettati. In totale, i russi lavoreranno in 65 pensioni, convertite per ricevere pazienti con coronavirus. Inoltre, l’esercito disinfetterà locali ed aree circostanti utilizzando attrezzature speciali.

Traduzione di Alessandro Lattanzio