Crea sito

Tentativi USA di fermare gli aiuti medici della Russia all’Italia

John Helmer, Mosca, 25 marzo 2020

Il 22 marzo, il Ministero della Difesa russo inviava a Roma sedici aerei da trasporto pesante Iljushin con assistenza medica per l’Italia, istituendo una sede medica speciale a Bergamo. Questa è la più grande operazione di aiuti russa in Europa dalla Seconda guerra mondiale. Per evitare gli ostacoli dagli Stati Uniti, il convoglio aereo attraversava lo spazio aereo turco e greco, evitando Ucraina e Polonia. Passato il segreto militare, il piano operativo ideato dal Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu e dall’omologo Lorenzo Guerini, fu un successo quasi perfetto. Le recriminazioni seguirono il giorno successivo dal Financial Times che accusava Mosca di aver cercato di “sfruttare le tensioni dell’UE sui divieti di esportazione medica e i ritardi nel sostegno finanziario”. Il quotidiano citava la direttrice di un think-tank italiano, Nathalie Tocci, affermare che “la Russia ha bisogno di una vittoria rapida, quindi vuole agire in fretta … Fa quello che fa sempre la Russia, prendere frutti in basso”. Tocci e il suo gruppo di riflessione sono impiegati da NATO, dalla Commissione europea, Servizio europeo per l’azione estera e dall’Agenzia europea per la difesa. Russi ed italiani discutono da tempo del piano di assistenza medica su scala militare. Da quanto tempo non si sa esattamente, né trapelò sulla stampa. Il Presidente Vladimir Putin riconobbe i preliminari nel comunicato pubblicato dal Cremlino il 21 marzo, dopo la conversazione telefonica col premier Giuseppe Conte. “Ci sono piani”, disse il comunicato, “per fornire dispositivi di protezione, unità montate su camion KAMAZ per la spruzzatura di disinfettanti di veicoli e territori, attrezzature mediche e di altro tipo, nonché per inviare squadre di specialisti russi per dare assistenza pratica nelle zone del paese pià colpire. Le consegne saranno effettuate dal Ministero della Difesa con aeromobili delle forze Aerospaziali della Federazione Russa”. Il Cremlino riferiva che Putin aveva avviato la telefonata a Conte. Col senno di poi, è ormai certo che i Ministri della Difesa Shojgu e Guerini lavorarono all’operazione per giorni; la telefonata al Cremlino era l’annuncio pubblico su cui le due parti avevano già concordato. Il Ministero della Difesa russo quindi rilasciò due brevi briefing alla stampa con dei generali.
Boris Rozhin, autore del sito Clonnel Cassad, pubblicava le foto dell’arrivo dell’aeromobile e del materiale a Roma il 22 marzo, e il dispiegamento in Lombardia la mattina seguente. “L’esperienza pratica nella lotta a un’epidemia nella nuova area”, riconosceva Rozhin, era uno degli obiettivi russi. “Il sottinteso politico è assistere l’Italia, la Federazione Russa continua a giocare sul contrasto [con altri Stati dell’UE], rafforzando il fronte italiano della politica europea delle sanzioni contro la Russia. Naturalmente, questa assistenza… rafforzerà la posizione delle forze che sostengono la revoca delle sanzioni”. Aleksej Pushkov, alto deputato della Duma, twittava che le autorità polacche avevano rifiutato il permesso di sorvolo del convoglio aereo. “La Polonia non ha permesso agli aeroplani russi di aiutare l’Italia attraversando il suo spazio aereo. Questa è meschineria pubblica. Tanto più perché l’aiuto andava a un alleato della Polonia nell’UE e NATO. D’ora in poi, la Russia non dovrebbe andare incontro alla Polonia. Su qualsiasi cosa!” Ed anche attaccava il segretario di Stato nordamericano Michael Pompeo per le critiche alla Russia e alla missione cubana parallela di assistenza medica all’Italia. “Segretario di Stato Pompeo, non sono i tuoi dottori, ma i medici militari russi che salveranno gli italiani mentre inventerai favole sulla “disinformazione russa”.” Il giorno dopo, il 24 marzo, il ministero della Difesa polacco dichiarava a Juliusz Sabak, reporter del media Difesa 24 di Varsavia, che la richiesta di Pushkov non era vera. “La risposta del Ministero della Difesa nazionale in questa materia è breve e inequivocabile: la Russia non ha presentato la domanda d’ingresso nello spazio aereo polacco”. Parlando con le forze armate polacche, Sabak accusò Pushkov di aver orchestrato una “campagna di propaganda intensiva… È una delle tante azioni volte a confrontarsi con la NATO e gli Stati membri dell’UE in occasione di una pandemia e delle forti emozioni associate”. La fonte di Varsavia aveva anche riferito che “gli aerei russi [civili] sorvolano la Polonia senza limitazione, come dimostra il volo Aeroflot di oggi da Mosca a Roma, la cui rotta sorvolava la Polonia”. “Perché il Ministero della Difesa russo ha scelto la rotta molto più lunga su Turchia, Grecia e Albania?” Senza identificare le sue fonti polacche, Sabak riferiva che “il vantaggio della rotta meridionale, che l’assistenza russa raccomandava all’Italia, è anche il suo corso, chiamiamolo convenzionalmente, politico… Va bene se la Polonia non ci guadagna d’immagine questa volta. Agisce rapidamente tagliando corto sulle speculazioni con un messaggio chiaro e semplice: evita l’ulteriore promozione di tali informazioni false”. A Pushkov fu chiesto di rispondere all’affermazione polacca. Declinò. Fonti militari russe ritengono che il convoglio di quindici aerei, carichi di uomini e attrezzature, fosse così insolito e, fino a quando non iniziò, così segreto che ci furono riluttanze dalle autorità russe ad informare i polacchi. Se l’avessero fatto, a Mosca si temeva che Stati Uniti e Polonia si sarebbero uniti nel tentativo di bloccare, sabotare o screditare l’operazione. A posteriori, anche le fonti russe ritengono che i negoziati di pianificazione tra Shojgu e Guerini, coll’autorizzazione di Putin e Conte, furono attuati senza che Stati Uniti o NATO lo scoprissero.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “Tentativi USA di fermare gli aiuti medici della Russia all’Italia”

  1. Non so come stiano i fatti riguardo al transito degli aerei russi verso l’Italia ,ma nutro un po più di fiducia nei russi .
    Dei polacchi gli italiani ne dovrebbero avere la tasche piene da tempo , è da circa una trentina di anni che il contribuente italiano regala ai polacchi una decina di miliardi all’anno , mediante il contributo versato all’Europa , e non credo che quello polacco ( non solo il fatto odierno ) sia il modo migliore di ringraziare chi li ha e li sfama e chi li ha rattoppato e gli rattoppa i calzoni tutt’ora .

I commenti sono chiusi.