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Nuove prove sul COVID-19 degli Stati Uniti a Wuhan

Godfree Roberts, AHTribune 24 marzo 2020

La Cina ha sofferto dell’epidemia di coronavirus H1N1 nel 2008 in gran parte perché il CDC impiegò 6 mesi per identificarlo e, di conseguenza 300000 morirono. La SARS (774 morti) fu l’innesco. Creando un sistema di allarme a innesco, richiesero il test del DNA della polmonite post- mortem in tutta la nazione e promossero il capo del CDC, Dr. George F. Gao [1], a semidio. La loro emergenza del Covid-19 è ora passata e deve dare al Dr. Gao un B+ perché, sebbene il suo sistema contenesse una potenziale epidemia, soffrì di una debolezza: i politici locali potevano ritardare, (ma non fermare) l’allarme. Indubbiamente per solide ragioni burocratiche, i funzionari di Wuhan ritardarono la notifica a Pechino per alcune settimane ma, dopo che Pechino fece leva sulle informazioni del direttore della sanità pubblica di Wuhan [2], il sistema entrò in azione, tutti si fecero avanti e l’hanno letteralmente ucciso. La coesione e il coordinamento nazionali furono sorprendenti, grazie al Partito Comunista. Coordinarono tutto e colmarono tutte le lacune, senza fare domande. Il novanta percento del personale medico volontario in prima linea, di cui 18 morti, aderiva al Partito e avevano giurato di “sopportare per primi il fardello del popolo e goderne i piaceri”. Zhang Wenhong, eminente aderente del Partito e direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Ospedale Huashan di Shanghai, divenne un eroe locale per i discorsi agli aderenti al Partito: “La squadra di pronto soccorso si è messa in grave pericolo. È stanca e ha bisogno di riposare. Non dovremmo approfittare delle brave persone. Da ora in poi, sostituirò tutti i medici di prima linea con aderenti del Partito di diversi settori. Quando entrammo nel Partito, giurammo che avremmo sempre dato la priorità agli interessi del popolo e affrontato direttamente le difficoltà. Questo è il momento in cui manteniamo l’impegno. Tutti gli aderenti al PCC devono correre in prima linea. Non mi importa cosa realmente pensavi quando aderivate al partito. Ora è tempo di essere all’altezza di ciò che avete giurato. Non mi importa se sei personalmente d’accordo o no: non è negoziabile”. Complessivamente, 40000 volontari si auto-organizzarono e si presentarono in aiuto di Wuhan. Ora la tempesta è passata e la Cina è diventata il Babbo Natale del mondo, distribuendo chicche e trasformando un potenziale disastro in un vero trionfo.
Nulla renderebbe questo trionfo più dolce della rivelazione pubblica che il nostro CDC sapeva del Covid-19 da settembre. Come molti sistemi sanitari pubblici nazionali, il CDC ignora i nuovi coronavirus ogni stagione influenzale e fonde i loro effetti coll’immenso e fluttuante numero dei decessi annuali. Ecco perché, nel 2008, il CDC impiegò così tanto tempo a rilevare l’H1N1: non lo cercava. Stesso vecchio, come ero vecchio fino al 1° gennaio, quando la Cina identificò un cattivo Coronavirus e gli Stati Uniti impazzirono accusandoli d’aver iniziato una pandemia, insultandone cultura e governo. Ma hanno gestito il Covid-19 con tale competenza che hanno avuto l’ammirazione del mondo [3] e fatto apparire vili i nostri attacchi a loro, ma non è un grosso problema. La gente dimenticherà l’enorme clamore fatto e ricorderà vagamente che la Cina è sporca e che i suoi capi bugiardi. Tranne due cose:
1. Le politiche sanitarie della sua società sono più compassionevoli delle nostre, come capiranno i lettori più anziani. Hanno sempre attribuito valore sociale più elevato agli ottantenni di noi. Così, quando furono minacciati di morti premature e dolorose, misero in pausa l’intera economia per due mesi e salvarono cooperativamente i loro genitori e nonni, con un applauso mondiale (almeno dalla mia fascia di età). Ora la Cina compete per avere il più basso tasso di mortalità pro capite di Covid-19 tra tutti i principali Paesi.
2. Il mondo sospettava che il Covid-19 circolasse fuori dalla Cina l’anno scorso quando, se lo ricordarono: la prima morte per vaporizzatore fu segnalata da funzionari sanitari statunitensi nell’agosto 2019, “Tra mancanza di informazioni, gli investigatori si affrettarono a trovare collegamenti condivisi a problemi respiratori. I funzionari dichiararono all’inizio di questa settimana che molti pazienti, la maggior parte adolescenti o giovani, avevano difficoltà respiratorie, dolore toracico, vomito e affaticamento”. Sintomi del Covid-19. Se è troppo speculativo, ecco cosa si scoprì all’NPR. Altri Paesi possono trarre importanti lezioni dall’Italia, afferma il Dr. Giuseppe Remuzzi, co-autore di un recente articolo su The Lancet sulla terribile situazione del Paese. L’avvio include come convertire rapidamente un ospedale generale in un’unità di cura del coronavirus con medici e infermieri appositamente formati. “Avevamo dermatologi, oculisti, patologi, che imparavano come assistere una persona con un ventilatore”, afferma Remuzzi. Qualche domanda sul perché l’Italia fu colta alla sprovvista quando l’epidemia del virus è stata rivelata il 21 febbraio. Remuzzi dice che ora ascolta informazioni al riguardo dai medici di medicina generale. “Ricordano di aver visto una polmonite molto strana, molto grave, in particolare negli anziani a dicembre e persino a novembre. Ciò significa che il virus circolava, almeno nella Lombardia settentrionale, prima che fossimo consapevoli del focolaio verificatosi in Cina”. L’OMS non richiese i dati al CDC perché gli Stati Uniti attaccavano quotidianamente l’OMS e il Dr. Ghebreyesus sa che gli Stati Uniti possono farlo licenziare. Ma lui e il Dott. Gao e tutti i ministri della salute sulla terra sanno la verità. Il DNA italiano del Dr. Remuzzi è rintracciabile. Lo stesso vale per la Cina. Il mondo è molto bravo a rintracciare i coronavirus per generazioni e la Cina l’ha fatto e ora sembra che il fango stia per finire sul ventilatore. Ecco cosa è successo oggi nel cyberspazio cinese (Thomas Hon Wing Polin).

Virus a Wuhan: La Cina chiede un resoconto onesto
Ora è praticamente certo che il COVID-19 fu portato a Wuhan da truppe nordamericane che parteciparono ai Giochi militari mondiali della città dal 18 al 27 ottobre. Il contingente statunitense di 300 persone fu a 300 metri dal mercato del pesce di Huanan, dove iniziò l’epidemia in Cina, al Wuhan Oriental Hotel. Cinque soldati statunitensi ebbero la febbre il 25 ottobre e furono portati in un ospedale per malattie infettive per le cure. A 42 dipendenti dell’Oriental Hotel fu diagnosticato il COVID-19, diventando il primo gruppo a Wuhan. All’epoca furono così diagnosticate (e curate avanti allo staff dell’hotel) solo 7 persone del mercato. Tutte ebbero contatti coi 42 dall’hotel. Da questa fonte, il virus si diffuse nel resto della Cina. Il team American Military Games fu creato vicino Fort Detrick, il laboratorio virale dell’esercito chiuso dalla CDC a luglio per varie carenze. La grande domanda ora è se la trasmissione fu pianificata o accidentale. Le autorità cinesi sono in attesa di spiegazioni dalle autorità statunitensi. Qualche giorno fa, Mike Pompeo telefonò a Yang Jiechi, consigliere di Stato cinese per gli affari esteri. La controparte di Pompeo è in realtà il Ministro degli Esteri Wang Yi, il capo di Wang, quindi Pompeo voleva parlare di qualcosa di urgente e importante. Boleva che i cinesi non pubblicizzassero ciò che avevano scoperto. La risposta di Yang: “Attendiamo la sua solenne spiegazione, in particolare per il paziente zero.” I leader cinesi sospettano da tempo il coinvolgimento dei militari statunitensi nell’epidemia di Wuhan, ma erano decisi a fermare la malattia prima di perseguire i nordamericani su un resoconto onesto.

Note:
[1] Il Dr. Gao ha contribuito allo studio della trasmissione di patogeni tra specie. Organizzò la prima Giornata mondiale sull’influenza il 1° novembre 2018, commemorando il centenario dell’influenza spagnola. Fu anche la commemorazione di 15 anni del grave focolaio di sindrome respiratoria acuta SARS che portò la Cina a privilegiare gli investimenti nel sistema sanitario pubblico. È un virologo ed immunologo. Dal 2017 è direttore del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie cinese e decano della Savaid Medical School dell’Università dell’Accademia delle scienze cinese dal 2015. Gao è accademico dell’Accademia cinese delle scienze e dell’Accademia mondiale delle scienze, nonché associato straniero della National Academy of Sciences e della National Academy of Medicine degli Stati Uniti. Ha ricevuto il premio TWAS in Scienze mediche nel 2012 e il premio Nikkei Asia nel 2014.
[2] Lo licenziarono il giorno successivo. D’ora in poi i politici locali saranno fuori dal giro e tutti avranno un numero hotline col CDC.
[3] Il Dott. Bruce Aylward, capo della Missione internazionale dell’OMS, ha dichiarato: “Di fronte a una malattia sconosciuta, la Cina adottava uno degli approcci più antichi per il controllo delle malattie infettive e lanciò probabilmente il più ambizioso, direi, sforzo di contenimento della malattia poù agile e aggressiva nella storia. La Cina adottò misure antiquate, come l’approccio nazionale del lavarsi le mani, l’uso della maschera, l’allontanamento sociale, il monitoraggio universale della temperatura. Ma poi molto rapidamente, quando iniziò ad evolversi, la risposta cambiò… Così affinarono la strategia mentre procedevano, e questo è un aspetto importante mentre guardiamo a come usarla in futuro. L’OMS fu presente dall’inizio della crisi, un’epidemia, lavorando ogni giorno col governo cinese… L’OMS c’era qui dall’inizio e non se ne è mai andata. La cosa diversa di questa missione è l’integrazione di molti altri esperti esteri”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio