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Un virus artificiale?

Il Vaticano afferma che il coronavirus è stato creato in un “laboratorio di un Paese potente e ricco”
Vladimir Malyshev, Stalker Zone, 22 marzo 2020

Il cardinale e arcivescovo di Colombo Malcolm Ranjith, è convinto che il coronavirus Covid-19 sia stato creato dall’uomo nel “laboratorio di un Paese potente e ricco”. Il cardinale chiese che le Nazioni Unite avviino un’indagine e che i responsabili siano perseguiti con l’accusa di genocidio e puniti. Lo riferiva il corrispondente del quotidiano italiano Il Messaggero. “Alcuni virus”, osservò, “di cui abbiamo parlato negli ultimi giorni, sono il prodotto di esperimenti senza scrupoli. Dobbiamo vietare esperimenti di questo tipo che portano alla perdita di vite umane e causano dolore e sofferenza per tutta l’umanità… Queste ricerche non vengono condotte da individui in paesi poveri, ma vengono condotti nei laboratori di stati ricchi. Produrre cose del genere è un crimine molto grave contro l’umanità. Prego Dio che aiuti a scoprire chi ha seminato tale veleno. Penso che le Nazioni Unite dovrebbero cercare di capire come è sorto questo caso e punire i responsabili. Tale ricerca va vietata”.

Chi ha creato il virus?
Il cardinale non nominava esplicitamente quale Paese accusava di aver creato il virus, ma non è difficile indovinare a chi intendeva riferirsi per laboratorio di un “Paese ricco e potente”. Come recentemente affermava Larry Romanoff, editorialista del Global Research Center, il coronavirus fu creato negli Stati Uniti. Secondo lui, il virus sicuramente non è apparso nel mercato ittico cinese di Wuhan, dove era scoppiata l’epidemia. Crede che molto probabilmente vi fu portato dall’estero e persino nominò la posizione del laboratorio di armi biologiche. “L’unica possibile fonte del coronavirus sono gli Stati Uniti perché solo tale Paese ha tutte le ramificazioni evolutive dei coronavirus. La fonte originale del virus COVID-19 era il laboratorio militare nordamericano a Fort Detrick”, aveva detto Romanoff. I risultati si basano sulla ricerca di epidemiologi giapponesi e taiwanesi. Ricordava che ad agosto, un’ondata di polmonite si ebbe negli Stati Uniti, la fonte che gli statunitensi dichiararono fosse la vaporizzazione. Diversi casi di malattia furono letali. Al tempo, un medico di Taiwan avvertì gli Stati Uniti che la causa della polmonite poteva essere il coronavirus, ma nessuno l’ascoltò. Romanoff indicava che poco prima dell’inizio dell’epidemia, gli Stati Uniti chiusero il loro principale bio-laboratorio militare, a Fort Detrick.

Laboratorio di morte
Secondo i media, in tale laboratorio sperimentavano microbi e tossine pericolose come il virus Ebola, il vaiolo, l’antrace, la peste e la ricina velenosa. Furono inoltre studiati focolai epidemiologici e realizzati progetti per agenzie governative, università e aziende farmaceutiche. Nell’aprile 2019, il dipartimento di Scienze molecolari e traslazionali dell’Istituto di ricerca medica dell’esercito nordamericano pubblicò un rapporto sui risultati dello studio del coronavirus nei pipistrelli, secondo cui… “una carenza di farmaci in grado di resistere all’attività del pancoronavirus aumenta la vulnerabilità di sistemi della sanità pubblica alla pandemia di coronavirus altamente patogena”. Anche prima dello scoppio dell’epidemia in Cina, il 31 agosto 2019, il New York Times pubblicò un articolo sullo sviluppo negli Stati Uniti di una misteriosa epidemia di malattia polmonare sconosciuta, che al tempo colpì iù di 200 persone. Si sospettarono cannabis, sigarette elettroniche e vaporizzatori. Tuttavia, anche chi non fumava si ammalò. E quindi la natura virale-batterica della grave malattia del sistema polmonare non fu esclusa. Solo dal 1 ° ottobre 2019, 1.080 casi di malattia furono registrati in 48 Stati e nelle Isole Vergini, compresi i decessi. Attirò l’attenzione un altro episodio misterioso legato alla comparsa del virus. Dal 18 al 27 ottobre 2019 Wuhan ospitò i Giochi mondiali militari, in cui il Pentagono inviò una delegazione di centinaia di persone. A questo proposito, Global Research, con riferimento alle pubblicazioni cinesi sui social media, menzionava cinque atleti stranieri o dipendenti ricoverati a Wuhan per un’infezione all’epoca sconosciuta. La successiva esplosione di morbilità corrispose generalmente al periodo d’incubazione standard del coronavirus, secondo i medici (circa 14 giorni).
Il rappresentante del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, dichiarò in proposito su twitter che un coronavirus pericoloso fu portato a Wuhan da militari degli Stati Uniti d’America. Secondo lui, gli Stati Uniti sono obbligati a spiegare perché la malattia apparve a Wuhan. Lijian scrisse che le informazioni apparse dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie di Robert Redfield, affermando che ci furono casi di morti per influenza negli Stati Uniti prima dell’epidemia nella provincia di Wuhan. Tuttavia, dopo tali morti furono trovati avere un coronavirus pericoloso. Negli Stati Uniti, questa accusa da un rappresentante del Ministero deglii Esteri della Repubblica Popolare Cinese causava indignazione. Il presidente Donald Trump accusò la Cina di aver diffuso informazioni false. A un briefing alla Casa Bianca, affermò che “la Cina diffonde false informazioni secondo cui i nostri militari gli portarono questo [virus]. È una bugia. E invece di discutere, devo nominare da dove proviene [il virus]. Veniva davvero dalla Cina”, disse Trump. Tuttavia, non disse nulla di specifico sulle accuse precise fatte dagli esperti. Nel frattempo, la teoria secondo cui il coronavirus avrebbe potuto essere creato in bio-laboratori oltreoceano, dopo di che fu deliberatamente o inavvertitamente rilasciato, è condivisa da esperti russi. Ad esempio, l’ex-aderente della Commissione delle armi biologiche delle Nazioni Unite Igor Nikulin dichiarò che il “COVID-19 è assemblato da tre parti: coronavirus di pipistrello, coronavirus di serpente e un componente dell’HIV (virus dell’immunodeficienza umana), proteina glicoproteica. In natura, una tale combinazione non potrebbe accadere”. Come disse all’agenzia Tsargrad, ci sono motivi più che sufficienti per sospettare che il coronavirus sia una bioarma nordamericana. Innanzitutto, il tempo e il luogo sono ben scelti per essere considerati semplice coincidenza. Attualmente vi è l’apice della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, e il presidente nordamericano Donald Trump disse sei mesi fa che se i cinesi non rinsavivano, se ne sarebbero pentiti. Anche il motivo per cui l’epidemia scoppiò a Wuhan, e non a Pechino, Hong Kong o Shanghai, è approssimativamente comprensibile. C’è una majdan filo-statunitense a Hong Kong. Ci sono molte missioni nordamericane a Shanghai, quasi tutte le compagnie nordamericane e migliaia di statunitensi vi lavorano, se non decine di migliaia. E Pechino è la capitale, dove vi sono misure di controllo ampie, un milione di telecamere che registrano i volti, spiegava l’esperto. Scelsero un posto in cui il controllo è più difficile e il fatto che vi sia un istituto di virologia andava bene; era possibile accusare i cinesi di aver organizzato tutto da soli, con tanto successo durante il nuovo anno, osservava Igor Nikulin. “Inoltre, c’era il consolato nordamericano a Wuhan”, continuava. “Ma lo chiusero prima che i cinesi dichiarassero l’epidemia”, diceva l’esperto. “Quindi lo sapevano in anticipo? Inoltre, le informazioni non sono a loro favore”, osservava Nikulin. “Cioè, ci sono molti dettagli che dimostrano che non si tratta di coincidenza”, osservava l’esperto. E anche ricordava che fino al 2000 il coronavirus non fu mai trasmesso agli umani. E da quando gli statunitensi adottarono un programma di armi biologiche etnicamente specifiche nel 1999, già 8 virus su 38 passarono dagli animali agli umani.

Come fu creato il vaccino
Anche le relazioni degli Stati Uniti secondo cui furono compiuti progressi nello sviluppo di un vaccino contro il virus posero dubbi. In che modo esattamente gli Stati Uniti riuscivano a battere altri Paesi nello sviluppo del vaccino contro il coronavirus COVID-19 in una situazione in cui è impossibile dal punto di vista del processo tecnologico? Una domanda del genere fu posta dal noto giornalista Sergej Kurginjan nel talk show “Serata con Vladimir Solovjov” sul canale televisivo “Rossija 1”. “Gli statunitensi dichiararono ufficialmente che testeranno il vaccino, giusto? Come hanno fatto? A differenza di molti altri, credo che gli statunitensi siano una grande nazione tecnica… Ma anche gli altri popoli non sono idioti. Né tedeschi, né russi, né cinesi. Quindi, erano così avanti sul vaccino, così tanto che è impossibile procedere tecnologicamente così avanti”, disse Kurginjan. Osservavo che in questo caso si pone la questione di come sia avvenuto un simile progresso in termini tecnologici? Ciò è particolarmente importante in una situazione in cui il virus veniva registrato per la prima volta in Cina, e quando fu apparentemente la prima a iniziare a sviluppare e testare il vaccino. “O salti alcune fasi di controlli sui ratti e così via, oppure non li salti, quindi iniziavi quando? Queste fasi hanno una sequenza cronologica, non possono essere saltate! Interrompono il ciclo tecnologico o hanno capito? E se hanno capito, ed è cosa? Un antidoto? Quindi esiste un prodotto finale?” continuava Kurginjan. Come è noto, oggi ci sono circa 400 centri e laboratori degli Stati Uniti in cui vengono sviluppate armi biologiche. E circa 40 si trovano vicino ai confini russi. Non molto tempo fa, il Ministero della Difesa russo accusò gli scienziati nordamericani che lavoravano nel centro medico georgiano Lugar ad esperimenti su persone. L’esercito rivelò che gli Stati Uniti, col pretesto del “centro di cure”, avevano istituito un laboratorio segreto per armi biologiche in Georgia, vicino ai confini russi. Gli esperimenti vi avevano già ucciso 73 persone. Queste informazioni sensazionali furono rese note per la prima volta dall’ex- ministro della Sicurezza di Stato della Georgia Igor Giorgadze, che fornì dati su 30 persone che sarebbero morte nel dicembre 2015, durante le cure in laboratorio contro l’epatite C. Ad aprile e agosto 2016 morirono rispettivamente 30 e 13 persone. E nella colonna “causa della morte” fu scritto “sconosciuta”, e un’indagine su questo non venne effettuata. Il Ministero della Difesa russo diffuse un rapporto ufficiale sulle attività militari e biologiche statunitensi sul territorio georgiano. Le informazioni confermavano il concetto di guerra senza contatto del Pentagono. La sua essenza è l’uso di “munizioni” non standard, ora attivamente sviluppate dagli statunitensi. Le armi possono anche essere insetti o animali infetti da malattie pericolose per l’uomo.

Se fai uscire il genio dalla bottiglia…
La narrativa del possibile coinvolgimento degli Stati Uniti nella diffusione del virus è descritta da molti come teoria della cospirazione. Ma questo è ciò che è curioso. Con particolare forza, l’epidemia scoppiava per qualche motivo in due Paesi: Cina e Italia. Allo stesso tempo, la Cina è il principale concorrente economico degli Stati Uniti sulla scena mondiale e l’Italia è il suo alleato più recalcitrante nell’Europa occidentale, dove un “amico di Putin”, il capo della Lega Nord Matteo Salvini, sta per tornare al potere. Sarebbe una coincidenza? Forse, ma potrebbe non esserlo. Soprattutto dato che gli Stati Uniti hanno un grande “record” nei tentativi di eliminare gli avversari politici con veleni e persino armi biologiche. Passando dai numerosi attentati a Fidel Castro alla bizzarra morte del noto leader venezuelano Hugo Chávez. Ma se ciò è già accaduto, perché il coronavirus non sarebbe la conseguenza di tali “esperimenti” nordamericani, non più contro un solo leader, ma un intero Paese? Dopotutto, lo fecero già senza esitazione: bombardarono la Serbia e demolirono Iraq e Libia. Possono, tuttavia, obiettare dicendo che l’epidemia è ora scoppiata negli Stati Uniti. Ma è noto che se un genio viene lasciato uscire dalla bottiglia, anche se accidentalmente, inizia a divorare tutti indiscriminatamente, anche chi l’ha liberato. Il politico russo Franz Klintsevich affermava di essere molto cauto sulle teorie della cospirazione relative al coronavirus. Tuttavia, a suo avviso, la maggior parte dei fatti indica un laboratorio degli Stati Uniti. “Le conclusioni sono ovvie: fu deciso che il virus è artificiale e con alto grado di probabilità collegato ai militari nordamericani”, secondo il politico.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “Un virus artificiale?”

  1. I laboratori di questo tipo, si chiamono “P4”, ossia “protezione 4” che sarrebe il grado di protezione piu elevato.
    Li, vengono tenuti campioni dei batteri, virus , funghi e germi i piu pericolosi ; i piu letali, anche germi pathogeni gia scomparsi “da anni”, ma in realtà, non completamento.
    Quest labo particolari, non si trovano unicamente in questo “paese potente e ricco”, ma anche parecchi in Europa e in Asia.

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