Yemen – Libia, 23 Giugno 2018

Il 23 giugno, l’esercito e le commissioni popolari yemeniti lanciavano una grande operazione contro le truppe saudite e filo-saudite presso Hudaydah, liberando i quartieri al-Majlis e al-Mahliqi, eliminando almeno 11 veicoli corazzati nemici. Ansarullah eliminava 23 militari, ne feriva 18 e ne catturava 3, dopo aver respinto un potente assalto sull’aeroporto di Hudaydah il 20 giugno e liberato il villaggio di Durayhimi, dove tendeva un’imboscata ad un gruppo della guardia repubblicana yemenita filo-saudita e a una colonna di truppe degli Emirati Arabi Uniti, eliminando almeno 15 soldati nemici. Quindi crollavano le linee di rifornimento del gruppo d’assalto su Hudayda, costituita da Emirati Arabi Uniti, Guardia Repubblicana yemenita filo-saudita ed “Esercito della resistenza meridionale”, già dal coordinamento scadente. In tre giorni i distaccamenti del movimento yemenita Ansarullah avevano spezzato il gruppo d’assalto saudita in tre parti ed interrotto la rotta Muha-Hudayda su più punti, eliminando almeno 8 veicoli corazzati e più di 30 militari degli Emirati Arabi Uniti e della “Resistenza meridionale yemenita”.

Il 21 giugno, l’Esercito nazionale libico liberava la cosiddetta “mezzaluna petrolifera”, le aree petrolifere delle coste libiche da Tobruq a Sidra. L’Esercito nazionale libico al comando di Qalifa Haftar prendeva il controllo completo della “mezzaluna petrolifera” libica, dopo aver liberato i porti petroliferi di Ras Lanuf e al-Sidra, costringendo i gruppi terroristici filo-NATO, guidati da Ibrahim al-Jadran, a ritirarsi verso Misurata. Il capo della compagnia petrolifera libica NOC Mustafa Sanala dichiarava al vertice OPEC di Vienna, che le attività dei porti sarebbero riprese entro due giorni.

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