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Erdogan sfrutta i migranti per ricattare l’UE e nascondere la sconfitta in Siria

Q. A. Hasun, SANA, 13 marzo 2020

Numerosi resoconti dei media illuistravano le “intenzioni malvagie” del regime turco per sfruttare la questione dei migranti sul proprio territorio per ricattare l’Unione europea, ottenere vantaggi politici e coprire le ripercussioni dell’aggressione alle Siria. Il quotidiano Izvestija osservava che il regime del presidente turco Recep Tayyip Erdogan usa i siriani sfollati a causa del terrorismo, come carta per fare pressione sull’Unione europea e ricattarne i Paesi. Per far ciò apriva i confini affinché gli sfollati andassero in Europa, manipolandone il numero. L’esperto militare Vladislav Shurygin affermava che il regime di Erdogan esagerava il numero dei rifugiati per costringere l’Europa ad assisterla nell’aggressione alla Siria, ricevere più fondi e fare pressioni sulla Russia tramite organizzazioni internazionali, per fermare l’operazione dell’antiterrorismo ad Idlib. Lars Patrick Berg, politico tedesco e membro della commissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento europeo, affermava che l’Unione europea dovrebbe dire “no” ai tentativi di ricatto di Erdogan e considerarli come attacco alla sua sovranità e sicurezza, ed anche chiese d’imporre nuove sanzioni alla Turchia per il suo ricatto. Il quotidiano “American Conservatives” criticava le politiche contraddittorie di Erdogan in Siria, coinvolgendo il suo Paese in una guerra costosa destinata al fallimento. Sottolineava che l’accordo raggiunto tra Unione europea e Turchia nel 2016 era errato, poiché fu dimostrato che la Turchia esagerava sul numero dei rifugiati in casa e che li derubava, ed ora Erdogan pone di nuovo agli europei opzioni difficili.
Gli osservatori vedono che, usando il dossier dei rifugiati per fare pressione sull’Europa, Erdogan cerca d’alleviare la crisi interna dovuta all’aggressione alla Siria e per distogliere l’attenzione dalle perdite di truppe turche nel governatorato d’Idlib. Gli osservatori chiarivano che Erdogan recentemente aveva aperto i confini del suo paese coll’Europa a migliaia di rifugiati dopo aver ripetutamente fallito nel convincere gli alleati occidentali ad aiutarlo. Altri esperti e diplomatici descrivevano le minacce di Erdogan usando i rifugiati come “nient’altro che un tentativo di alleviare le ripercussioni delle perdite delle sue forze in Siria e tentativo di ottenere concessioni dall’Unione europea, ricevendo così 10 miliardi di euro per finanziare l’aggressione sulla Siria”. Oltre ad utilizzare la crisi dei rifugiati come carta per raggiungere i suoi obiettivi, Erdogan aveva anche sostenuto diverse organizzazioni terroristiche in Siria finanziandole e armandole e aveva anche collaborato coi terroristi nel derubare risorse petrolifere, antichità e fabbriche nel nord della Siria.

Traduzione di Alessandro Lattanzio