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L’occidente attacca il mondo che orbita verso Russia e Cina

Andre Vltchek, New Eastern Outlook 13.03.2020

Francamente e in sintesi: recentemente gli Stati Uniti d’America hanno superato diversi limiti commettendo atrocità in molte parti del mondo. In passato, alcun paese poteva cavarsela; tali situazioni porterebbero inevitabilmente alla guerra. Attualmente, la guerra viene “evitata” solo perché il mondo è troppo spaventato da Washington e dalle sue azioni mafiose. I Paesi di tutti i continenti accettano l’illegalità e la delinquenza di Washington ed alleati; amaramente, ma accettano. Se ordinato, molti si mettono in ginocchio, implorando pietà. Se colpiti duramente, perdono coraggio e forza di reagire. Non ci sono sanzioni, né embarghi imposti agli Stati Uniti, che è il peggior violatore del diritto internazionale. Non ci sono azioni di ritorsione intraprese contro il loro bullismo, attacchi, operazioni segrete e palesi. L’ONU è uno zimbello, sdentato ed irrilevante, sinonimo di interessi occidentali. Il fatto è che il mondo è spaventato. È pietrificato. Proprio come una piccola creatura è pietrificata e immobilizzata di fronte a un cobra. È arrivato a questo livello. Ad un livello primitivo, mai visto prima. In passato, le colonie reagivano mirando all’indipendenza. L’Indocina combatté contro l’impero occidentale, perdendo milioni, di persone ma combatté. Ora Washington e i suoi alleati commettono crimini e ridono in faccia alle vittime: “E adesso? Che cosa hai intenzione di fare? Mi colpisci? Prova; Brucerò vivi i tuoi familiari, spezzerò tutte le tue ossa”. Pensi che esageri? Oh no, affatto! Questo è il livello in cui l’occidente è sprofondato. E quasi nessuno osa parlarne! Tranne… Beh, certo, tranne Russia, Cina, Iran e poche altre nazioni coraggiose.
Ma guardate cosa è successo all’Iran. È solo un esempio di quanto sia pazza, folle la politica estera di Washington (se si potesse davvero definirla una politica estera): L’Iran non ha fatto nulla di male a nessuno; almeno non nella storia recente. Nel 1953, l’occidente organizzò e attuò un orribile colpo di stato contro il Primo ministro democratico e di sinistra Mohammad Mosaddegh. Washington e Londra misero sul trono un vero mostro: Shah Reza Pahlavi. Milioni di vite furono rovinate. Persone furono torturate, violentate e assassinate. Poi, nel 1980, l’Iraq fu armato e scatenato contro l’Iran, sempre dall’occidente. Di conseguenza, centinaia di migliaia di persone morirono. Ma no, non bastava! L’Iran moderno, socialista e internazionalista ha contribuito a difendere il Medio Oriente dal terrorismo scatenato dall’occidente e dai suoi alleati nel Golfo. Teheran unì le forze con diversi Paesi di sinistra in America Latina, incluso il Venezuela, aiutandoli, tra le altre cose, a costruire alloggi sociali, media e l’industria petrolifera. Pertanto, l’Iran è diventato il bersaglio di Stati Uniti ed Israele. Il presidente Trump annullò il Piano d’azione globale congiunto (JCPOA), un accordo vantaggioso per tutti. Senza ragione, furono reintrodotte le sanzioni contro l’Iran. Gli alleati dell’Iran in Iraq, Siria, Libano, Yemen e altrove, furono attaccati dai droni israeliani e dagli aerei da guerra e da implacabili bombardamenti sauditi. Quindi, gli Stati Uniti uccisero la più venerata figura militare iraniana, il Generale Qasim Sulaymani sul suolo iracheno. Questo fu un doppio atto di guerra, contro l’Iran e l’Iraq, che aveva ufficialmente invitato il Generale Sulaymani a negoziare il processo di pace coi sauditi. Quindi, il vero banditismo di Washington si svelò. L’Iran, oltraggiato e in lutto, dichiarò vendetta; di vendicare l’omicidio del suo eroico comandante, così come gli altri che furono uccisi dall’attacco nordamericano vicino all’aeroporto di Baghdad. Trump e il suo entourage risposero immediatamente minacciando l’Iran, dichiarando che se osava delle ritorsioni, avrebbe affrontato una terribile ritorsione. Fondamentalmente, gli Stati Uniti affermavano di poter uccidere un popolo ovunque vogliano, e se si reagisce, si riserva il diritto di cancellarlo. Il mondo non fece nulla. Non fa niente. Le Nazioni Unite non fanno nulla di concreto per fermare il più grande prepotente. Il 4 gennaio 2020, Donald Trump twittò in 3 messaggi qualcosa che assomigliava vagamente alla lingua delle forze di occupazione tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale: “L’Iran parla in modo molto audace di prendere di mira alcuni beni statunitensi come vendetta per aver liberato il mondo del loro leader terrorista che aveva appena ucciso un americano e ferito gravemente molti altri, per non parlare di tutte le persone che aveva ucciso durante la sua vita, tra cui recentemente centinaia di manifestanti iraniani. Stava già attaccando la nostra ambasciata e si preparava ad ulteriori colpi in altre località. L’Iran non era altro che problemi per molti anni. Lasciate che ciò serva da AVVERTIMENTO che se l’Iran colpisce qualche nordamericano o beni nordamericani, prendiamo di mira 52 siti iraniani (che rappresentano i 52 ostaggi nordamericani presi dall’Iran molti anni fa), alcuni ad un livello molto alto ed importanti per l’Iran e la cultura iraniana e quegli obiettivi, e l’Iran stesso, SARANNO COLPITI MOLTO VELOCEMENTE E DURAMENTE. Gli Stati Uniti non vogliono più minacce!” Menzogne oltraggiose, manipolazioni di un affarista primitivo, eletto dal popolo nordamericano per guidare il proprio Paese e il mondo. Un uomo incolto (una delle cose che, forse, l’ha reso così popolare tra così tanti nel suo Paese). Quello che diceva veramente è questo: “Abbiamo rovesciato il vostro governo, scatenato una guerra contro di voi, imposto sanzioni, impedito di vendere il vostro petrolio e poi abbiamo ucciso il secondo uomo più importante del vostro Paese. Va tutto bene. Ma se vi difendete, se osate vendicarvi, bombarderemo il vostro Paese fino all’età della pietra, dato che abbiamo bombardato così tanti altri Paesi così, tra cui Laos, Cambogia e Vietnam”. Tutto questo perché Stati Uniti ed occidente credono di essere costituiti da eletti. Che sono diversi e per definizione giusti. E cioè, amici e compagni, la stessa “filosofia” usata da SIIL ed al-Qaida. È un fanatismo religioso profondo, estremista. Poiché gli Stati Uniti usano il fondamentalismo di mercato nelle loro guerre commerciali, applicano il fanatismo primitivo nel modo con cui trattano il resto del mondo. In un certo senso, l’ordine mondiale ora assomiglia all’ordine imposto a Mosul dall’occupazione dello SIOL.
Dopo l’assassinio del Generale Sulaymani, il pianeta ne fu oltraggiato, tra cui alcuni alleati di Washington. Anche Israele rifiutò di appoggiare gli Stati Uniti in questo caso. L’UNESCO (che gli Stati Uniti lasciarono dopo aver riconosciuto la Palestina e rifiutato di seguire il diktat di Washington), dichiarò, come riportato da RT: “Nel frattempo, l’UNESCO ha anche detto agli Stati Uniti di stare lontano dal patrimonio culturale iraniano, ricordando a Washington che è parte di trattati che proibiscono esplicitamente il bombardamento di siti culturali durante i conflitti armati”. Ma non è tutto. Non è finita solo coll’Iran. L’Iraq, oltraggiato dall’omicidio di alleati iraniani sul proprio territorio e che alcuni suoi cittadini venissero uccisi dall’attacco, chiese il completo ritiro delle forze militari statunitensi. La risposta di Trump: “Se ci chiedono di andarcene, se non lo facciamo su base molto amichevole, gli addebiteremo sanzioni come non hanno mai visto prima. Abbiamo una base aerea straordinariamente costosa. Costruirla costò miliardi di dollari. Molto prima di me. Non partiremo se non ci ripagheranno per questo”. Ora pensate solo a quello che è successo: l’Iraq fu affamato e bombardato, e centinaia di migliaia morirono a causa dell’uranio impoverito utilizzato nelle testate statunitensi. Poi ci fu l’invasione nordamericana del 2003. Il Paese fu completamente rovinato. Una volta orgoglioso l’Iraq, con un indice di sviluppo umano molto elevato (UNDP) praticamente collassò, divenne un mendicante. Inoltre, i gruppi terroristici furono inoculato nel suo territorio, per così dire, e in Siria. E ora il presidente del Paese occupante chiede che la vittima, l’Iraq, paghi le basi militari costruite sul suo territorio? Questo è, ovviamente, completamente malato, grottesco, ma nessuno ride, proprio come nessuno vomita in pubblico. E tali tattiche mafiose hanno pagato finora. L’Iraq che alla fine osava alzarsi, che urlava forte, abbattuto dall’occupazione, iniziò a indietreggiare. L’ufficio di Abdul Mahdi emise un comunicato: “Il primo ministro notava l’importanza della cooperazione reciproca per attuare il ritiro delle truppe straniere, in linea con la risoluzione del parlamento iracheno, e per stabilire le relazioni cogli Stati Uniti su base adeguata”. Certo, le minacce e i carri armai statunitensi sul territorio iracheno spaventavano molte persone a Baghdad. Le forze di occupazione degli Stati Uniti non hanno mai portato nulla di buono alle loro vittime. Il miglior esempio è l’Afghanistan, un tempo orgoglioso Paese socialista, dove donne e uomini godevano di pari diritti. Circa due decenni dopo l’occupazione USA/NATO, il Paese è il più povero con la più breve aspettativa di vita nel continente asiatico. Vi lavorai in diverse occasioni e rimasi scioccato dalla bestialità del dominio degli Stati Uniti. Donne vestite di Burqa che chiedono l’elemosina coi loro bambini, sedute su dossi stradali vicino alle basi militari statunitensi. Queste basi sono circondate da papaveri utilizzati per la coltivazione e la produzione di droghe, sotto la sponsorizzazione di Stati Uniti e Regno Unito. E i mercenari stranieri, così come i soldati della NATO, mi raccontarono storie orribili di disprezzo: come il cibo inutilizzato bruciato dagli statunitensi mentre la gente muore di fame. Come, quando una vecchia base viene abbandonata, viene demolita. La logica è semplice: “Non c’era nulla quando venivamo e non ci sarà nulla dopo la nostra partenza!” Ma pagare per le basi di occupazione è qualcosa di nuovo; un nuovo concetto dell’impero. Siria, “Vogliamo petrolio” dichiarò Trump. Niente leccornie, niente nascondino. L’esercito nordamericano rimani. I militari turchi, che da anni sostengono i terroristi, rimangono. I terroristi uiguri appoggiati dagli USA restano nella zona d’Idlib. Mentre, di recente, il 24 febbraio, gli israeliani bombardavano la periferia di Damasco. E tutto ciò può accadere. Alla luce del sole. Impegnati da persone che supportano apertamente, promuovono persino la tortura. Imperialisti che la BBC recentemente descrisse come “non interventisti!” In breve: regime degli Stati Uniti.
Negli ultimi mesi, Washington ha creato e finanziato le rivolte a Hong Kong, intimidendo la Cina, cercando di ingannare la nazione più popolosa con la repressione di traditori che chiedono il ritorno del dominio colonialista inglese, nonché un’invasione degli Stati Uniti. La Cina affronta la brutale aggressione della propaganda occidentale collegati al coronavirus. Washington rovesciava il governo socialista e democratico multietnico in Bolivia e fa morire di fame milioni di persone, sostenendo al contempo una marionetta di destra auto-proclamata ed illegittima in Venezuela.
Le cose che l’occidente fa a Cina e Russia avrebbero porttato a una guerra, se fossero accadute 30 anni fa. Più diplomazia viene usata da Russia e Cina, più aggressivi diventano gli Stati Uniti, più si sentrno rassicurati del proprio eccezionalismo. È tempo di ripensare l’intero concetto di ingaggio cogli Stati Uniti. Poiché Stati Uniti e loro alleati hanno già superato i limiti ed ora tengono in ostaggio l’intero mondo. Forse quello che viviamo non è una guerra, almeno non nel senso classico della parola, ma è un’occupazione brutale e senza vergogna. Quasi l’intero pianeta fu occupato dall’Europa circa 100 anni fa. Ora è occupato, direttamente e indirettamente, dalla progenie europea, gli Stati Uniti. Non è sempre un’occupazione militare, ma è un’occupazione. Il mondo è in ostaggio. Pietrificato. Non osa parlare, sognare, spesso nemmeno pensare. Questa è la disposizione globale più antidemocratica che si possa immaginare. Il mondo è in ginocchio. Si è arreso, come in un rituale religioso estremista. Viene colpito ma non risponde. Viene saccheggiato, ma non osa proteggere se stesso e la sua gente. Tutto ciò non ha senso: i Paesi occupati, o i cui i governi rovesciati, vivono ora in assoluta miseria, anche in agonia: Iraq e Libia, Afghanistan, Indonesia, Honduras, Brasile, per citarne solo alcuni. Per quanto tempo il mondo intero leccherà gli stivali di un Paese con solo circa 300 milioni di abitanti, che non produce nulla e governa il mondo con brutalità e paura? Stampa solo denaro. Insulta la logica umana. Volgarizza tutto sulla terra; tutto ciò che era sacro per l’umanità. Devo ricordare a chi preferisce non accorgersene: milioni muoiono ogni anno nel mondo a causa di tale “disposizione del mondo”. La resa e la sottomissione non salvano vite. L’impero non si ferma mai; non ne ha mai abbastanza. E un’altra saggezza antica: inginocchiarsial terrore non ha mai portato liberazione o progresso! In sempre più Paesi che visito, nel mondo, le persone ammirano la “via russa” e la “via cinese”. Non lo leggerete mai nei media occidentali, ma proprio questo accade: i Paesi feriti, brutalizzati e umiliati cominciano ad orbitare verso quei grandi Paesi che si oppongono orgogliosamente rifiutandosi di arrendersi al terrore occidentale.

Andre Vltchek è filosofo, romanziere, regista e giornalista investigativo. È un autore del Mondo di parole e immagini di Vltchek ed ha scritto numerosi libri, tra cui la L’iniziativa Cintura e Via della Cina: Paesi che si collegano salvando milioni di vite. Scrive in particolare per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio