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Il re saudita è morto o moribondo?

La Voix de la Syrie, 8 marzo 2020

Sostenendo che la causa dell’arresto dei tre principi sauditi il 6 marzo era impedire un colpo di Stato contro re Salman e il principe ereditario Muhamad bin Salman, il Wall Street Journal sosteneva l’approccio difensivo di quest’ultimo. Cosa lo giustifica. Tuttavia, nei media e da molti esperti, vengono trasmesse altre versioni dei fatti e altri dettagli, il che dimostra che MbS è sempre nella logica d’imporre con la forza, preventivamente e arbitrariamente, il suo accesso al potere e di tacitare qualsiasi voce critica.

Prossima incoronazione
Commentando tale evento, il famoso tweeter saudita Moujtahid non menzionava affatto la versione del tentato rovesciamento caro al WSJ. Secondo lui, MnS continua a voler eliminare qualsiasi voce di protesta, in un momento in cui il suo accesso al potere non dovrebbe tardare. La campagna di arresti “sembra collegata alla prossima incoronazione di MbS”, aveva scritto il tweeter saudita che si dice sia vicino a circoli influenti sauditi e la cui pagina twitter è seguita da 2,2 milioni di follower. Secondo lui, re Salman è morto o moribondo. “I funzionari della corte reale e i membri della guardia reale hanno dichiarato di non poter raggiungere il re per motivi di salute”, twittava. Assicurando che MbS vorrebbe “leggere un comunicato a suo nome per annunciare la rimozione del padre e la sua ascesa al trono”. Moujtahid riferiva anche dell’arresto di decine di membri della famiglia reale, oltre agli ufficiali dei servizi di sicurezza, dell’esercito e della Guardia, la cui lealtà va al fratello del re, principe Ahmad bin Abdalaziz e a Muhamad bin Nayaf, entrambi arrestati. “La campagna di arresti continua contro tutti coloro della cui lealtà MbS dubita”, concluse Moujtahid. Ciò è confermato da un’altra pagina twitter specializzata in informazioni sul regno saudita,Ahad al-Jadid, che menzionò l’arresto di un altro gruppo di emiri, i cui dettagli saranno rivelati in seguito.

Solo il clan Salman
A sostegno dell’imminente intronizzazione di MbS, altri osservatori sostenevano anche che MbS piuttosto gioca la carta della successione al posto di principe ereditario. Si aspettano che voglia concederlo al fratello Qalid ben Salman, siglando una volta per tutte la morsa del clan della sua famiglia sul regno, a spese degli altri clan della famiglia Saud. Motivo per cui continua la campagna per sbarazzarsi di tutti possibili rivali. L’ex-generale dei servizi segreti del Qatar, Shahin al-Saliti da parte sua stimava che se questo arresto si dimostrasse vero, “ciò significherebbe che accade qualcosa di grave e che potrebbe portare alla fine del regime istituito da Abdalaziz, ed anche alla fine dello Stato dei Saud”. Muhamad bin Nayaf, ex-principe ereditario del re Salman ed ex-ministro degli Interni, fu licenziato da MbS nel 2017 e posto agli arresti domiciliari. Sul principe Ahmad bin Abdalaziz, 77 anni, è l’unico fratello del re ancora vivo. Nel 2017 aveva mostrato opposizione all’intronizzazione di MbS e si era rifugiato in Gran Bretagna. Poi tornò nel regno nel 2018, su insistenza di re Salman, secondo alcune fonti. Mentre l’agenzia Reuters assicurava che avesse una base importante nella famiglia reale, certi circoli aziendali e servizi d’intelligence, perché considerato l’unico che può frenare le derive di MbS, osservatori sauditi sospettavano che volesse fare qualcosa. Dal ritorno, scomparve e non assunse alcuna funzione ufficiale, assicuravano, secondo il sito di al-Jazeera, respingendo la tesi che voleva tramare un colpo di Dtato.

Che dire dell’intelligence nordamericana?
Inoltre, non sarebbe tornato nel Paese senza avere garanzie inglesi e nordamericane che sarebbe stato al sicuro da qualsiasi misura arbitraria. A tal proposito, alcuni osservatori mettevano meravigliosamente in dubbio la sincerità di tale protezione chiedendosi se non fu sacrificato. A sostegno della versione dell’imminente intronizzazione di MbS, l’analista libanese Muhamad Sadiq Husayini ritiene che le misure prese per arrestare i principi non possano esserlo senza la copertura nordamericana. Citando fonti, affermava che una cellula operativa gestita dall’ambasciata degli Stati Uniti a Riyadh guida tutte le operazioni per la sua ascesa al trono, e sarebbe composto da agenti nordamericani. Ma anche israeliani. Questi ultimi sembrano fermamente legati a MbS su cui scommettono per l’approvazione del piano di Trump che dovrebbe liquidare la causa palestinese e la normalizzazione col mondo arabo. Si crede che faranno di tutto per permettere lui e il suo clan di conquistare il regno. Si crede anche che il principe ereditario sappia anche molto bene che può contare su di loro potendo fare ciò che vuole. È già sfuggito allo stigma internazionale dopo aver eliminato uno dei suoi opposiotri, il giornalista Jamal Khashoggi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio