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In Arabia Saudita arrestato il fratello del Re per un tentato golpe

Mideast Discourse, 7 marzo 2020

L’Arabia Saudita ha arrestato due membri della famiglia reale: il principe Ahmad bin Abdulaziz, fratello minore del re Salman, e Muhamad bin Nayaf, nipote del re, secondo fonti a conoscenza della questione. Il Wall Street Journal riferiva delle detenzioni dei due reali per un presunto tentativo di colpo di Stato. Anche Bloomberg riferiva delle detenzioni, dicendo che la coppia era accusata di tradimento. Anche il fratello minore di Muhamad bin Nayaf, principe Nawaf bin Nayaf, era stato arrestato, secondo il New York Times. Non vi fu alcun commento immediato dalle autorità saudite. Le detenzioni segnano l’ultimo giro di vite del principe ereditario Muhamad bin Salman, figlio di re Salman e sovrano de facto del regno. Il principe, noto anche come MBS, si è mosso per consolidare il potere da quando ha sostituito il cugino Muhamad bin Nayaf, ad erede al trono nel 2017. Più tardi arrestò decine di reali e uomini d’affari, in quello che fu indicato come mossa contro la corruzione che prosciugava le casse statali. Ma il principe ereditario suscitava risentimento tra alcuni rami importanti della famiglia dominante, rafforzando la presa sul potere e ponendo in questione la sua guida dopo l’omicidio del noto giornalista Jamal Khashogi bel 2018 da parte di agenti sauditi, e un grave attacco alle infrastrutture petrolifere saudite lo scorso anno, secondo fonti dell’agenzia Reuters. Le fonti affermavano che i reali che cercano di cambiare la linea di successione considerano il principe Ahmad, unico fratello rimasto a re Salman, come possibile scelta che avrebbe il sostegno della famiglia, dell’apparato di sicurezza e di alcune potenze occidentali.
A fine 2018, comparve un video del principe Ahmad di fronte ai manifestanti presso la sua residenza a Londra in cui sembrava criticare re Salman e il principe ereditario per la guerra allo Yemen . “Non date la colpa a tutta la famiglia… I responsabili sono il re e il suo principe ereditario”, disse. “In Yemen e altrove, la nostra speranza è che la guerra finisca oggi, prima di domani”. Sebbene il principe Ahmad abbia ritrattato rapidamente i commenti, insistendo sul fatto che le sue parole furono tolte dal contesto, i messaggi di sostegno e di fedeltà iniziarono a riversarsi. Il 78enne aveva anche smentito la speculazione di essere interessato al ruolo di monarca. Addetti ai lavori sauditi e diplomatici occidentali affermano che è improbabile che la famiglia si opponga al principe ereditario mentre il re 84enne è in vita, riconoscendo che sia improbabile che si rivolti contro il figlio prediletto. Il monarca aveva delegato le responsabilità di governo al figlio, ma presiede ancora le riunioni di gabinetto settimanali e riceve dignitari stranieri.
Jamal Elshayyal di al-Jazeera, commentando da Doha, affermava che le detenzioni hanno un significato “enorme”. “Parliamo di due dei membri anziani della famiglia reale saudita. La causa è molto difficile da accertare, inutile dirlo, perché i sauditi hanno sono chiusi in termini di trasparenza e non c’è libertà dei media. Ma queste sono due figure agli arresti domiciliari. Non possono muoversi liberamente da tempo. L’idea che stessero provando ad attuare una sorta di colpo di Stato è assai inverosimile e difficile da vedere se si considerano le restrizioni a cui erano sottoposti”. Il principe Ahmad aveva tenuto un profilo basso da quando era tornato a Riyad nell’ottobre 2018, dopo due mesi e mezzo all’estero. Durante il viaggio, era apparso criticare la leadership saudita mentre rispondeva ai manifestanti fuori la residenza londinese, chiedendo la caduta della dinastia dei Saud. Era una delle tre persone del Consiglio dell’Alleanza, composta da membri della famiglia al-Saud al potere che si opposero alla nomina di Muhamad bin Salman a principe ereditario nel giugno 2017, secondo le fonti. Secondo quanto riferito, i movimenti di Muhamad bin Nayaf furono limitati e monitorati da allora.
Le ultime detenzioni avvengono in un momento di forte tensione coll’Iran, rivale regionale, mentre il principe Mohamad attua delle ambiziose riforme sociali ed economiche, tra cui un’offerta pubblica iniziale sul colosso petrolifero saudita Aramco presso la borsa nazionale a dicembre. L’Arabia Saudita è anche l’attuale presidente del Gruppo delle 20 principali economie (G20). MBS fu elogiato per aver allentato le restrizioni sociali nel regno e aperto l’economia. Ma fu criticato a livello internazionale per la devastante guerra nello Yemen, l’omicidio di Khashoggi nel consolato del regno d’Istanbul e la detenzione di attivisti per i diritti delle donne, visti come parte della repressione del dissenso. “Il principe Muhamad è incoraggiato, avendo già estromesso qualsiasi minaccia alla sua ascesa e incarcerato o assassinato i critici del suo regime senza alcuna ripercussione”, aveva detto Becca Wasser, analista politica della RAND Corporation degli Stati Uniti, sull’ultimo giro di vite. “Questo è un ulteriore passo per rafforzare il suo potere e un messaggio a chiunque, compresi i reali, a non mettersi di traverso”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio