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Il “messaggio” della bottiglia del presidente siriano

Dimpe News

I media internazionali erano occupati ad analizzare il discorso del Presidente Bashar al-Assad, trasmesso in occasione della vittoria di Aleppo il 17 febbraio, e non prestavano attenzione ai messaggi seri che Assad inviò con la decorazione simbolica dello studio del discorso televisivo. Il presidente siriano era seduto su un tavolo con due oggetti ai lati, a prima vista sembravano essere lì per mera decorazione.
La statua di un imponente falco alla sua destra fu posta in riferimento ai piloti siriani chiamati “falchi”, padroni della terra che proteggono dall’aria il territorio siriano da qualsiasi invasione selvaggia… Anche il falco è generalmente usato come simbolo del comandante dell’esercito.
Alla sua sinistra, alle spalle del presidente, c’era un altro oggetto, una piccola bottiglia di cristallo decorativo. Molti si chiesero il significato simbolico di questa bottiglia e motivo di questa speciale decorazione durante il discorso televisivo. Anche se il popolo siriano non sapeva dle significato speciale di questa bottiglia, le amministrazioni nordamericana e israeliana lo sapevano molto bene; e colsero il messaggio che il presidente siriano gli inviava… Ma qual era il messaggio della bottiglia?
La storia risale alla fine della guerra di liberazione d’ottobre, quando due eroi delle forze armate siriane spezzarono le linee dell’esercito israeliano raggiungendo il Mare di Galilea; lì, uno dei due eroi riempì la borraccia coll’acqua del lago, mentre l’altro riempì la borsa di sabbia della riva del lago. Al loro ritorno, i due soldati siriani chiesero al comandante di incontrare il Comandante in capo dell’esercito, il defunto Presidente Hafiz al-Assad. Gli dissero: “Abbiamo un dono e vorremmo presentarlo al Comandante in capo di persona”. Dopo molti tentativi riuscirono finalmente ad incontrare il Presidente Hafiz e presentargli il dono, sabbia ed acqua del lago di Tiberiade. Il presidente gli disse: “Questo è il giuramento che faccio a voi e a Dio; Non provrò la gioia della vita e il mio spirito non riposerà in pace fin quando l’amato Golan non sarà ripreso e queste acqua e sabbia torneranno al loro posto naturale”. Il presidente ordinò ai suoi compagni di cercare il più abile vetrario di Damasco, e in effetti fu trovato. Gli fu chiesto di creare una bottiglia di vetro usando come materiale la sabbia del lago. Dopo diversi giorni, l’artigiano di Damasceno tornò con la bottiglia e il defunto leader vi versò l’acqua del lago e gli chiese di sigillarlo in modo tale che non potesse essere aperto facendo evaporare l’acqua. Questa bottiglia fu conservata e nessuno ne conobbe la storia fino al 27 ottobre 1994, quando il defunto presidente ricevette il presidente nordamericano Clinton al Palazzo del Popolo.
Clinton stupito dal patrimonio culturale della decorazione del Palazzo, iniziò a esaminare tutto, poi disse: “Come ha raccolto tutte queste cose? E il presidente siriano disse: “E’ facile per il figlio di una civiltà di 10000 anni e difficile per il figlio di una civiltà di alcune centinaia di anni”. Clinton capì cosa significasse e rimase in silenzio, ma in seguito non poté resistere alla curiosità e fece un’altra domanda sulla bottiglia di vetro che si trovava in un posto speciale. Il defunto leader rispose: “Questa bottiglia è ricavata dalla sabbia del lago di Tiberiade e l’acqua al suo interno è del lago, e io o uno dei miei figli la svuoteremo nel lago dopo la liberazione del Golan”. Questa risposta fu un grande shock per Clinton, venuto a presentare un “piano di pace con Israele” includendo la rinuncia al lago in cambio di ingenti somme di denaro, e da quel momento conobbe la risposta alla sua iniziativa.
Quando venne il momento, Hafiz al Assad mise la bottiglia nelle mani del giovane Bashar e dopo avergli raccontato la storia, gli chiese di adempiere all’impegno preso; liberare il Golan e versare l’acqua nel lago. Nordamericani ed israeliani avevano forse creduto che il Presidente Bashar al-Assad avesse dimenticato questo problema o l’avesse abbandonato per la guerra terroristica globale contro la Siria. Rimasero scioccati quando videro apparire questa bottiglia nella scena del discorso. Capirono il “messaggio della battaglia”. Il leader Bashar Al-Assad rimane fedele alle aspettative del popolo sulla restituzione dell’amato Golan siriano occupato da Israele; e quel giorno, il presidente siriano o il suo successore saranno sulle rive del lago di Tiberiade e restituiranno l’acqua adempiendo al giuramento del fondatore della moderna Repubblica araba siriana. Il popolo siriano, nel suo cuore, conserva una forte convinzione: che un giorno, per volontà di Dio, le alture del Golan occupate dalla Siria ritorneranno alla patria…

Traduzione di Alessandro Lattanzio