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Le forze armate siriane infliggono una lezione al secondo esercito della NATO

Mideast Discourse, 4 marzo 2020

Unità della polizia militare russa entravano a Saraqib ad est d’Idlib, dopo la seconda liberazione della città dai terroristi di al-Qaida e dalle forze turche. Secondo l’esercito russo, lo spiegamento avveniva alle 17:00 del 2 marzo ed era destinato a fornire sicurezza e consentire il traffico sulle autostrade M4 e M5. In effetti, i russi arrivarono a porre fine ai tentativi turchi di catturare la città e tagliare l’autostrada M5 in questa zona. Allo stesso tempo, l’Esercito arabo siriano respinse i tentativi di al-Qaida e delle forze turche di occupare Qafr Nubul. a sud d’Idlib e riconquistava diversi villaggi vicini, tra cui Hazarin e Dar al-Qabirah. Secondo fonti governative, almeno 15 mezzi militari appartenenti agli agenti turchi furono distrutti nelle operazioni. I turchi risposero agli sviluppi sul campo con una nuova serie di dichiarazioni vittoriose. Secondo le osservazioni del 2 marzo del ministro della Difesa Hulusi Akar, il numero di truppe siriane “neutralizzate” dall’inizio dell’operazione Scudo di Primavera raggiunse i 2557. Si trattava di circa 350 soldati siriani in più rispetto a quanto affermato il 1° marzo. La domanda principale è: “Il ministro della Difesa turco crede davvero nei dati che fornisce?” Probabilmente sarebbe utile non presentare personalmente tali affermazioni, eviterebbe di arrossire per la vergogna. Se l’Esercito arabo siriano avesse subito davvero tali perdite in pochi giorni, le forze turche avrebbero raggiunto facilmente l’obiettivo dichiarato di espellere le truppe siriane da sud ed ed est Idlib. In realtà, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan andava a Mosca il 5 marzo per negoziare un cessate il fuoco. “Il mio unico desiderio è porre fine a questa lotta con la vittoria e impedire ulteriori spargimenti di sangue, con un cessate il fuoco permanente. Per questo, usiamo tutti i nostri canali diplomatici, insieme alla nostra lotta sul campo”, aveva detto Erdogan a una riunione di dirigenti del Partito Giustizia e Sviluppo al potere. Quindi, solo pochi giorni prima i sostenitori dell’operazione turca pretendevano che le potenti forze turche avevano già sconfitto il regime di Assad e sarebbero presto entrate a Damasco e Aleppo. Ora, le stesse fonti ammiravano l’intelligente e lungimirante politica del capo turco per non acuire ulteriormente la situazione.
Sembrerebbe che le cose non vadano per il verso turco ad Idlib. Quando Erdogan e Putin raggiungevano il altro cessate il fuoco, che formalmente metterà fine all’obiettivo di Ankara di cacciare l’Esercito arabo siriano dalle aree recentemente sgomberate, le stesse fonti probabilmente dichiareranno la vittoria turca. Il secondo esercito più forte della NATO sembrava non poter sconfiggere le forze siriane, sfinite da un conflitto di quasi 10 anni, senza subire perdite inaccettabili. L’equilibrio di potere ad Idlib è di nuovo cambiato. Se l’esercito turco non raggiungerà immediatamente una svolta inaspettata, ad esempio la cattura di Marat al-Numan, gli sforzi principali della diplomazia turca si concentreranno probabilmente sul raggiungimento di un accordo che impedisca l’avanzata siriana su Idlib. Questa città è la principale roccaforte di al-Qaida e l’ultimo grande centro urbano nelle mani dei gruppi terroristici nella regione. La caduta di Idlib nelle mani dell’Esercito arabo siriano distruggerebbe le speranze turche di consolidare la propria influenza in questa parte della Siria. Tuttavia, anche un accordo russo-turco su Idlib probabilmente non metterà fine alle operazioni antiterrorismo dell’Esercito arabo siriano e dei suoi alleati. La città di Jisr al-Shuqur, situata vicino l’autostrada M4, è tra i possibili obiettivi di imminenti operazioni. La città è attualmente controllata dal Partito islamico del Turqistan, un gruppo collegato ad al-Qaida composto da stranieri. Quindi, i principali media possono iniziare a prepararsi a difendere un altro gruppo di “ribelli moderati” che sarebbero oppressi dal brutale regime di Assad.

Traduzione di Alessandro Lattanzio