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La guerra in Siria e Assad su Russia, Iran, Israele e Stati Uniti

Viable Opposition

Una recente intervista con Bashar al-Assad offre alcuni spunti interessanti sulla guerra di sette anni in Siria e su come il Presidente della Repubblica Araba Siriana nota i progressi del governo nel combattere le forze di opposizione, almeno in parte finanziate ed armate da Washington, e le osservazioni sul coinvolgimento dell’Iran in Siria, questione usata da Stati Uniti ed Israele per giustificare ulteriori azioni contro l’Iran. Diamo un’occhiata ad alcuni estratti dall’intervista ad al-Alam TV pubblicati sull’agenzia Syria 360°.
Iniziamo il post con la mappa che mostra la situazione in Siria:La Siria è controllata dalle seguenti forze:
Rosso – Forze governative siriane
Giallo – Forze curde
Grigio chiaro – Forze turche e ribelli
Verde – Forze ribelli
Blu – Golan occupato
Come potete vedere, il governo siriano (con l’assistenza della Russia) ha liberato porzioni significative della Siria, respingendo forze ribelli, SIIL e Turchia ai confini siriani. L’attuale attività militare si svolge nella Siria meridionale attorno a Dara, come mostrato qui:L’Aeronautica siriana supporta l’Esercito arabo siriano che utilizza razzi, mortai e missili per respingere le forze ribelli. Gli Stati Uniti sono attivi nella regione di confine irachena nell’est della Siria, dove si trova la loro base al-Tanaf, come mostrato qui:Stati Uniti e Muguyr al-Thura (esercito del comando rivoluzionario anti-governativo precedentemente noto come “esercito della nuova Siria”) si scontravano in questa zona il 21 giugno 2018. Con questo passagio, diamo un’occhiata all’intervista a Bashar al-Assad che trattava diversi argomenti chiave:

1) La situazione attuale nella Siria meridionale: “Per dirla semplicemente, dopo la liberazione di al-Ghuta, è stato suggerito che dovremmo spostarci verso sud. Ci siamo trovati di fronte a due opzioni, come è in tutte le altre aree della Siria: riconciliazione o liberazione con la forza, i russi hanno suggerito la possibilità di dare alla riconciliazione un’opportunità, come è successo in altre aree, al fine di ripristinare la situazione vigente prima del 2011. In altre parole, l’Esercito arabo siriano si schiera nella zona, area di confronto col nemico sionista. Naturalmente i terroristi dovrebbero lasciare l’area. Questa proposizione ci è utile. Al momento, non ci sono risultati concreti per la semplice ragione dell’interferenza israeliana e statunitense, perché hanno spinto i terroristi nella zona ad evitare qualsiasi compromesso o soluzione pacifica. Ecco come si presenta la situazione ora”. Alla domanda sulla riconciliazione nella regione meridionale, ecco la sua risposta: “No, i contatti sono ancora in corso tra russi, statunitensi e israeliani, mentre comunica coi terroristi, perché sono semplici strumenti e eseguono ciò che i loro padroni decidono, in fin dei conti. Questo è ciò che succede, cioè c’era la possibilità di una riconciliazione, ma l’interferenza statunitense e israeliana ha impedito questa possibilità“.

2) Presenza statunitense in Siria e “problema iraniano”: “Per gli statunitensi c’è un principio generale che seguono nell’affrontare qualsiasi problema nel mondo: l’unico prezzo che chiedono è l’egemonia assoluta, indipendentemente da problema e luogo. Ovviamente, non pagheremo mai quel prezzo; non avremmo combattuto questa guerra per anni, abbiamo lottato per l’indipendenza dell’autodecisione siriana, per la madrepatria siriana e per l’unità del territorio siriano. In particolare sull’Iran, vorrei essere molto chiaro: la relazione siriano-iraniana è strategica e non è soggetta a un accordo a sud o a nord: questa relazione, in termini di implicazioni e risultati sul terreno, è legata al presente e al futuro della regione, non soggetto ai cartellini dei prezzi del bazar internazionale, né la Siria né l’Iran hanno messo questa relazione sul bazar politico internazionale perché fosse soggetta a mercanteggiamenti. La proposta fu fatta dagli israeliani con l’obiettivo di provocare e imbarazzare l’Iran. Allo stesso tempo, ciò è in linea con la propaganda internazionale lanciata contro l’Iran sul dossier nucleare. Non è un problema distinto; perché tutto ciò che accade ora è collegato all’Iran per creargli un’ostilità internazionale. Quanto alla Siria, la decisione riguardante la nostra terra è una decisione esclusivamente siriana. Combattiamo la stessa battaglia e quando decideremo riguardo l’Iran, ne parleremo cogli iraniani e nessun altro“. Alla domanda se gli statunitensi lasceranno al-Tanaf, la base della coalizione statunitense situata in Siria al valico di confine di al-Tanaf con l’Iraq, ecco cosa aveva detto Bashar al-Assad: “Gli statunitensi dicono di essere pronti, ma tutti sanno che sono storicamente dei bugiardi professionisti in politica, quindi perché dovremmo crederci? Inoltre, dobbiamo aspettare e vedere“.

3) L’occupazione israeliana del territorio siriano e il loro coinvolgimento nella guerra in Siria: “Certamente, né la convinzione, né la moralità, né il diritto internazionale significano nulla per gli israeliani. Dall’inizio della guerra, in particolare quando iniziò ad avere chiara natura militare sul fronte meridionale, in particolare, gli israeliani erano soliti attaccare continuamente le forze siriane, e di conseguenza supportare direttamente i terroristi: artiglieria ed aerei israeliani sono artiglieria ed aerei dei terroristi, e ovviamente ciò vale per Jabhat al-Nusra, e nulla cambierà tale approccio israeliano. Nonostante il sostegno israeliano ai terroristi, abbiamo svolto il nostro lavoro e l’Esercito arabo siriano avanza sul fronte meridionale liberando numerose aree nei limiti delle proprie capacità. Quindi con o senza la loro approvazione, la decisione è siriana, è un dovere nazionale che va svolto“.

4) I rapporti della Siria con la Russia: “Il nuovo elemento nella guerra contro la Siria è quello russo, e perciò che è nata l’alleanza tripartita (Siria – Russia – Iran). Il nostro rapporto con la Russia ha ormai sette decenni. Nonostante le fluttuazioni e la fine dell’Unione Sovietica, il governo del presidente Eltsin e il deterioramento delle relazioni, per noi non ha mai raggiunto la fase del rovesciamento della relazione con la Siria. La Russia ha continuato a trattare la Siria amichevolmente, e abbiamo importato tutto dalla Russia, comprese le armi, durante le varie sanzioni imposte alla Siria. Non è nella natura dei russi costruire alleanze temporanee o egoistiche o vendere le relazioni per degli affari. Ma soni decisamente strategiche, ma le dichiarazioni politiche hanno permesso speculazioni… Per quanto riguarda la Siria, i russi non interferiscono negli affari siriani: se hanno una certa opinione, ce la fanno presente, ma alla fine dicono che la decisione è della leadership siriana e del popolo siriano. Questo è un principio continuo della Russia“.

5) La presenza di consiglieri iraniani in Siria: “Il termine consigliere viene a volte usato in modo ampio, cioè questi consiglieri erano da noi, grazie al rapporto di lunga data con l’Iran, anche prima della guerra, perché la relazione militare è stretta, quando una formazione militare entra in combattimento, il consigliere diventa un combattente, quindi la parola può essere usata in diversi sensi: ci sono certamente consiglieri iraniani in Siria, e ci sono gruppi di volontari iraniani giunti in Siria, guidati da ufficiali iraniani. L’Iran ha combattuto e difeso il popolo siriano, ed ha offerto il sangue, ecco perché quando diciamo “consiglieri” usiamo un termine generico, ma non significa che ci vergogniamo della presenza iraniana, anche se ufficiale. Usiamo la parola “consiglieri” “perché non ci sono unità combattenti regolari iraniane in Siria… Non ci sono battaglioni, o brigate o divisioni. In primo luogo, non possiamo nasconderli, e allora perché dovremmo vergognarcene? Quando abbiamo invitato i russi legalmente a venire in Siria, non ne ce ne vergognavamo. E se ci fosse una formazione iraniana, l’annunceremmo, poiché tali relazioni necessitano di accordi tra i due Stati approvati dai parlamenti. Tali rapporti non possono essere nascosti… Naturalmente, fin dall’inizio abbiamo invitato gli iraniani, e poi i russi. Avevamo bisogno del sostegno di questi Paesi che hanno risposto all’appello“. Bashar al-Assad proseguiva affermando chiaramente che non ci sono basi iraniane in Siria, ma che è diritto della Siria chiedere all’Iran di stabilirvi basi. Ecco il link all’intervista.
Come si vede da questa intervista ampia, ciò che so legge sulla Siria nei media occidentali dice solo una parte della storia di tale lunga e costosa guerra, la parte dall’ossessiva narrativa anti-Assad. Il punto di vista di Assad sul coinvolgimento di Russia e Iran, due nazioni invitate ad aiutare la Siria, è in netto contrasto con l’opinione sul coinvolgimento di Israele e Stati Uniti che agiscono nel loro interesse. Gli Stati Uniti hanno attuato piani per decenni per poter porre fine al controllo del regime di Assad sulla Siria. Se ci sono pochi dubbi che il regime di Assad abbia trattato male alcuni cittadini, gli Stati Uniti hanno dimostrato che i loro piani per il cambio di regime e l’imposizione della “democrazia occidentale” sono un completo fallimento in Afghanistan, Iraq e Libia. Inoltre, c’è poco da suggerire che la sostituzione di Bashar al-Assad con un filoamericano selezionato abbia successo, in particolare per il popolo siriano.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “La guerra in Siria e Assad su Russia, Iran, Israele e Stati Uniti”

  1. I DESIDERI DEI CAPITALISTI,SIONISTI,FRANCESI,TEDESCHI,POSSONO ANDARE AL INFERNO CRISTIANO-CATOLICO-PROTESTANTE.
    QUELLO CHE CONTA è LA VOLONTà ARABA-SIRIANA DI LOTTARE CONTRO EL NEOCOLONIALISMO OCCIDENTALE E I SUOI CANI DI GUARDIA SAUDITI,TUNISINI,EMIRATI,KATARì
    MARROCHINI Y GIORDANI.
    venceremos!!!!!!

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