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L’Iran respinge la pretesa illegale dell’AIEA d’ispezionare

Joaquin Flores, FRN 4 marzo 2020

Il rappresentante permanente dell’Iran presso l’AIEA dichiarava che la richiesta dell’Agenzia di chiarimenti o accesso ad altri luoghi basandosi su affermazioni infondate non obbliga l’Iran a soddisfare tale pretesa. “Purtroppo, ancora, gli Stati Uniti e il regime israeliano cercano di interrompere cooperazione e relazioni attive e costruttive tra AIEA ed Iran, spingendo l’Agenzia a uscire dai suoi compiti costitutivi”, dichiarava Kazem Gharibabadi, rappresentante permanente dell’Iran nell’organizzazione internazionale di Vienna, in risposta a un rapporto dell’AIEA che ribadito la tesi di aver identificato tre località in Iran in cui si poteva immagazzinare materiale nucleare non dichiarato o intraprendere attività nucleari senza dichiararle.
Commentando tali affermazioni, il direttore generale dell’AIEA Rafael Grossi richiese “chiarimenti” dell’Iran sui cosiddetti siti non dichiarati. Gharibabadi aggiunse che l’Iran cercava d’impedire a una misura senza principi, pericolosa e inaudita di consolidarsi nell’AIEA, tentando di convalidare le informazioni fabbricate dai servizi di spionaggio. “La richiesta dell’AIEA di chiarimenti o accesso ulteriori sulla base di informazioni inventate fornite dai servizi di spionaggio, incluso del regime sionista, non è solo incompatibile coi documenti fondativi dell’Agenzia e il regime di verifica, ma non c’è alcun obbligo per l’Iran a conformarsi a tali pretese. Se i Paesi non intraprenderanno azioni fondamentali contro tali cospirazioni, la loro sovranità nazionale sarà compromessa”, osservava il diplomatico iraniano.

Traduzione di Alessandro Lattanzio