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Russia e Cina: la crescente alleanza dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai

Viable Opposition 19 giugno 2018

Mentre le cosiddette “economie avanzate”, G7 o G6+1, litigavano per questioni commerciali con l’economia dominante il mondo, gli Stati Uniti, dall’altra parte del globo, le altre economie mondiali facevano affari indicando chi dominerà l’economia globale futura. Iniziamo con una breve introduzione. L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai fu annunciata il 15 giugno 2001 e il suo statuto entrò in vigore il 19 settembre 2003. Gli aderenti originari comprendevano Repubblica popolare cinese, Kazakistan, Repubblica del Kirghizistan, Repubblica del Tagikistan, Repubblica dell’Uzbekistan e Federazione Russa. Nel 2017, India e Pakistan ottennero lo status di aderenti a pieno titolo. Ci sono anche quattro Stati osservatori: Afghanistan, Bielorussia, Iran e Mongolia, e sei partner del dialogo: Azerbaigian, Armenia, Cambogia, Nepal, Turchia e Sri Lanka. Ecco la mappa delle nazioni aderenti della Shanghai Cooperation Organization, mostrandone la vicinanza geografica:

La Shanghai Cooperation Organization ha i seguenti obiettivi:
“1) rafforzare la fiducia reciproca e la vicinanza tra gli Stati aderenti
2) promuoverne l’efficace cooperazione in politica, commercio, economia, ricerca, tecnologia e cultura, nonché in materia di istruzione, energia, trasporti, turismo, protezione ambientale e altre aree
3) fare sforzi congiunti per mantenere e garantire pace, sicurezza e stabilità regionali
4) procedere verso l’istituzione di un nuovo ordine politico-economico internazionale democratico, equo e razionale”
Il supremo organo decisionale dell’organizzazione sono i capi di Stato che si riuniscono una volta all’anno adottando decisioni e linee guida su questioni importanti. L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai o SCO si riuniva a Qingdao in Cina ai primi di giugno 2018 con le seguenti figure politiche chiave presenti:
Primo Ministro della Repubblica dell’India Narendra Modi
Presidente della Repubblica del Kazakistan Nursultan Nazarbaev
Presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping
Presidente della Repubblica kirghisa Soronbay Jinbekov
Presidente della Repubblica islamica del Pakistan, Mamnoon Hussain
Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin
Presidente della Repubblica del Tagikistan Emomali Rahmon
Presidente della Repubblica dell’Uzbekistan, Shavkat Mirzijoev.
C’erano altre figure chiave presenti tra cui il Presidente dell’Afghanistan Ashraf Ghani, il Presidente dell’Iran Hassan Rouhani, il Presidente della Bielorussia Alexander Lukshenko e il Vicesegretario generale delle Nazioni Unite, Amina Muhamad. L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai cerca inoltre di cooperare con altre organizzazioni internazionali e regionali tra cui Commonwealth degli Stati Indipendenti (CSI), Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), Comitato internazionale della Croce Rossa (ICRC) e Nazioni Unite, tra gli altri. Al vetrice praticamente ignorato dai media occidentali, le nazioni aderenti firmavano un documento politico chiave, il Comunicato congiunto dei capi di Stato della Shanghai Cooperation Organization sulla semplificazione delle procedure commerciali. Ecco il documento nella sua interezza.
Come potete vedere chiaramente, gli Stati aderenti alla SCO cercando di semplificare le procedure commerciali riducendo le formalità doganali su importazioni ed esportazioni e merci in transito nell’ambito dello sviluppare ulteriore del commercio tra gli Stati aderenti, mossa logica data la stretta vicinanza geografica. Considerate le recenti azioni commerciali degli Stati Uniti contro i maggiori partner commerciali (dopotutto, “le guerre commerciali sono facili da vincere”) e le sanzioni a Russia, Iran e Corea democratica, questo approccio a commercio e cooperazione internazionale è piuttosto singolare. Come notato sopra, Vladimir Putin e Xi Jinping parteciparono alla riunione del Consiglio dei Capi di Stato della SCO e tennero un discorso alla riunione del formato allargato del Consiglio di Stato della SCO. Ecco alcuni estratti dall’ampio discorso sui legami commerciali tra gli aderenti alla SCO: “Un importante traccia dell’attività della SCO è lo sviluppo dei legami economici reciprocamente vantaggiosi tra i nostri Paesi: commercio ed investimenti prendono piede, semplifichiamo la reciproca disponibilità di beni e servizi, migliorando le normative doganali, eliminando inutili ostacoli amministrativi e attuando progetti comuni su energia, trasporti e agricoltura. Lavoriamo su diverse iniziative d’integrazione tra i nostri Paesi. A maggio fu firmato un accordo di cooperazione tra Unione economica euroasiatica e Cina ad Astana, in Kazakistan. È importante adottare ulteriori misure che portino a maggiore coordinamento nell’attuazione dei progetti commerciali, d’investimento e infrastrutturali attraverso l’UEE e il programma Cintura e Via della Cina. Russia e Cina preparano anche un accordo sul partenariato economico eurasiatico che, ovviamente, sarà aperto a tutti i Paesi della SCO“.
Ecco una trascrizione del discorso del Presidente Xi Jinping: “Negli ultimi 17 anni, guidati dalla Carta della SCO e dal Trattato sul buon vicinato a lungo termine, l’amicizia e la cooperazione tra gli Stati aderenti all’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, abbiamo stretto una partnership costruttiva e non una alleanza contro terze parti. In tal modo, abbiamo compiuto un importante passo avanti nelle teorie e pratiche delle relazioni internazionali, abbiamo creato un nuovo modello di cooperazione regionale e apportato un nuovo contributo a pace e sviluppo nella nostra regione. Oggi, la SCO rappresenta un’organizzazione globale di cooperazione regionale che copre le maggiori area e popolazione del mondo. I suoi aderenti rappresentano circa il 20 percento dell’economia globale e il 40 percento della popolazione. La SCO ha quattro Stati osservatori e sei interlocutori del dialogo, nonché ampi collegamenti per la cooperazione con le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali e regionali. Data la crescente influenza internazionale, la SCO è diventata una forza importante per promuovere pace e sviluppo globali e sostenere la giustizia ed equità internazionali… Lo Spirito di Shanghai è la nostra risorsa condivisa e la SCO è la nostra casa condivisa. Dovremmo, guidati dallo Spirito di Shanghai, collaborare strettamente per costruire una comunità SCO dal futuro condiviso, muoverci verso nuove relazioni internazionali e costruire un mondo aperto, inclusivo, pulito e bello che goda di pace duratura, sicurezza universale e prosperità comune”.
Il sentimento cooperativo di entrambi questi discorsi è in netto contrasto con le tensioni e il messaggio di “è la nostra via o autostrada” tono di fondo del vertice del G7. È anche importante notare che gli Stati aderenti alla SCO rappresentano il 40% della popolazione mondiale. Secondo Asia Times, Russia e Cina hanno collaborato con Rosatom per ottenere tecnologie nucleari avanzate e diversificare i contratti sul nucleare escludendo i fornitori occidentali della Cina. Inoltre, Russia, Cina e Mongolia hanno negoziato un accordo trilaterale che vedrà la Mongolia agire da hub per i gasdotti che porteranno il gas russo in Cina. Questo si aggiunge all’incremento di 2,7 volte del traffico dei container lungo la rotta Cina – Mongolia – Russia per l’Europa, nel primo trimestre di quest’anno. Cina e Russia collaboreranno inoltre allo sviluppo della rotta del Mare del Nord, che comporterà la modernizzazione dei porti di Murmansk e Arkhangelsk. Da cil che ha visto il mondo del vertice disfunzionale del G7 (o G6+1), il gruppo di sette membri in lotta rappresenta chiaramente il “vecchio ordine”, il modo in cui avvenivano gli affari politici ed economici quando Europa e Nord America erano responsabili dell’economia globale. Con l’ascesa dell’Est, rappresentata dall’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, in particolare da Russia e Cina, è abbastanza chiaro che esiste una nuova realtà globale e che il modello di leadership politica ed economica del passato è proprio tale, passato. È anche chiaro che le sanzioni imposte dall’occidente al cosiddetto Asse del Male saranno sempre più inefficaci in quanto Corea democratica, Iran e Russia guardano oltre occidente per il benessere economico.

Traduzione di Alessandro Lattanzio