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Uran-9: l’Esercito russo guida il mondo dei robot da combattimento

Arkadij Savitskij SCF 02.06.2018

L’esercito russo fa sempre più affidamento sui robot per ridurre al minimo le perdite nei conflitti attuali e futuri. L’industria della Difesa ha raggiunto traguardi tecnologici che l’hanno resa leader mondiale nello sviluppo dei sistemi di combattimento terrestri senza equipaggio. Questo dà ai soldati russi un vantaggio importante sul campo di battaglia. I sistemi automatici Platforma-M pattugliano infrastrutture chiave, come le basi delle Forze Nucleari Strategiche terrestri e navali. Altri robot militari russi già eseguono importanti missioni sul terreno. Molti sono stati testati sui campi di battaglia siriani. L’Unmanned Ground Vehicle (UGV) cingolato Uran-9, o carro armato telecomandato, è più grande degli altri ed esegue le missioni più difficili in condizioni di combattimento, oltre alle missioni primarie di ricognizione e supporto alle unità di fanteria. Unico e senza rivali, questo unico e solo carro armato senza pilota operativo, è l’esempio che illustra come l’intelligenza artificiale aumenti le capacità dei sistemi contemporanei russi. Questa nuova “arma miracolosa” ha operato in Siria. Il Viceministro della Difesa Jurij Borisov, responsabile degli armamenti e delle acquisizioni, lo confermava.
Il sistema d’arma comprende due veicoli per le funzioni di comando e controllo e un autocarro per trasportare il carro armato. L’UGV può viaggiare a una velocità massima di 35 km/h su autostrada. La velocità massima su strada sterrata è di 25 km/h, e fuoristrada 10 km/h. La pressione al suolo specifica media è 0,6 kg/mq. La suite di armamenti include un cannone automatico da 30mm 2A72, arma principale, una mitragliatrice coassiale da 7,62 mm 2A72 per ingaggiare bersagli corazzati leggeri a terra, quattro missili anticarro da 9M120 Ataka (ATGM, due su ciascun lato) e 6 lanciarazzi termobarici (tre su ciascun lato della torretta). L’Uran-9 è stato riconfigurato per trasportare sistemi di difesa di punto. Il cannone automatico ha una velocità di tiro da 350-400 colpi al minuto e può sparare munizioni incendiarie e perforanti ad alto potenziale esplosivo contro bersagli a terra e aerei a bassa quota. Gli ATGM hanno una portata da 0,4 km a 6 km, consentendogli di colpire un carro armato con una probabilità del 90%. Quattro missili terra-aria Igla-S possono abbattere bersagli aerei a bassa quota a una distanza di 3 km. Oltre a questa formidabile suite di armi, la silhouette bassa rende l’Uran-9 difficile da colpire rispetto a qualsiasi altra piattaforma dalla letalità paragonabile. Il sistema può eliminare qualsiasi obiettivo, da personale ad autoveicoli pesanti e a siti fortemente protetti. L’Uran-9 pesantemente armato può supportare i soldati in aree contese. L’ottica e il sistema di puntamento del robot sono costituiti da telecamere elettro-ottiche e termiche e da un designatore laser. Il sistema di controllo del tiro consente di rilevare, identificare e tracciare bersagli in movimento da una distanza di 6 km di giorno e 3 km di notte. Il drone può operare in modalità autonoma o manuale. Il software è la parte difficile. È stato detto che la Russia ha già testato il pacchetto software Unicum (Skynet) che fornisce l’intelligenza artificiale che consente ai sistemi senza equipaggio di eseguire da soli funzioni complicate. È possibile guidare dieci sistemi robotici, distribuendo automaticamente le informazioni e assegnando a ciascuno la missione. Qualsiasi sistema robotico, navale, terrestre o aereo, può essere equipaggiato con l’Unicum. Il pacchetto software può essere utilizzato per coordinare le attività dell’Uran-9 come elemento d’attacco e l’Uran-6, altro esempio della leadership russa nella tecnologia UGV terrestre. Il sistema robotico per la rimozione di mine può funzionare a una distanza di sicurezza di 1 km, compiendo il lavoro di 20 genieri. Capace di sopravvivere all’esplosione di mine fino a 60 kg di TNT, ricerca mine e ordigni inesplosi per neutralizzarli e spianare la strada alle forze avanzanti. Con una velocità di rimozione delle mine di 2 km/h e una velocità massima di 5 km/h, il robot Uran-6 può operare ininterrottamente per cinque ore, superando ostacoli di 1,2 m e attraversando trincee larghe 1,5 m. Può salire pendenze di 20°. Nell’aprile 2016, il sistema compì un ottimo lavoro liberando l’area nella città siriana di Palmyra. Circa 19000 ordigni esplosivi furono disinnescati.
Uran-9 e Uran-6 parteciparono alla parata del 9 maggio a Mosca venendo presentati agli spettatori come sistemi dimostratisi efficaci in Siria. Molte nazioni compiono sforzi per sviluppare veicoli da combattimento terrestri senza pilota, ma solo la Russia ha un UGV operativo testato in combattimento, superando gli Stati Uniti. Sotto la direzione di un operatore che lavora a distanza di sicurezza, l’Uran-9 ben armato, veloce, agile e piccolo è un vero vantaggio per la fanteria russa sul campo di battaglia. L’arte della guerra cambia e così anche l’esercito russo, costruendo stabilmente ciò che le altre nazioni non hanno ancora: una forza terrestre di carri armati senza equipaggio con capacità di attacco formidabili che utilizzano l’intelligenza artificiale per coordinare le attività.Traduzione di Alessandro Lattanzio