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Le rivoluzionarie armi russe non menzionate da Putin

Arkadij Savitskij, SCF 27.03.2018Non tutte le armi rivoluzionarie della Russia sono state menzionate nel discorso d’indirizzo del presidente di cui i media continuano a scrivere tanto. L’indirizzo del presidente non poteva semplicemente includere tutte le numerose innovazioni nella tecnologia militare che la Russia ha ottenuto di recente. Alcuni sistemi all’avanguardia esistono ma non sono ancora operativi. Alcuni sono nell’arsenale russo, anche se in numero piuttosto ridotto. Ma questo è solo l’inizio. Molti risultati sono stati ignorati dai media e meritano visibilità. Le informazioni disponibili da fonti pubbliche meritano di essere discusse per avere un’idea di come appariranno le cose. I militari dispongono dei missili aria-superficie Kh-32 dal 2016 facendo avanzare le capacità operative del Tu-22M3. L’arma è stata creata sulla base degli aggiornamenti radicali del Kh-22. Dopo essere stato lanciato, il Kh-32 sale nella stratosfera, raggiungendo una quota di 40 km per la fase di crociera del volo. Mentre si avvicina al bersaglio, si tuffa in picchiata. L’attacco è troppo veloce e il missile troppo manovrabile per consentire al nemico di montare una difesa. L’avvicinamento può essere effettuato a un’altitudine di cinque metri, non rilevata dai sistemi di difesa di una nave fino alla distanza di 10 km. Questo lascia una finestra di reazione di circa 10 secondi prima che il bersaglio estremamente agile colpisca. Non c’è possibilità. Questa micidiale arma è una minaccia per qualsiasi bersaglio terrestre. L’arma vanta un sistema di navigazione inerziale e una testata di guida. Non ha bisogno di satelliti di navigazione per il puntamento ed è impossibile disturbarlo. La missione principale è affondare portaerei e grandi navi di superficie, così come distruggere bersagli a terra. Il Kh-32 ha un’autonomia di circa 1000 km e una velocità di oltre 5400 chilometri all’ora (1500 metri al secondo). La sua testata da 500 chilogrammi può essere nucleare o convenzionale. Gli Stati Uniti non hanno nulla di paragonabile, né un sistema efficace per proteggere i propri bersagli. Anche velocità e quota del famoso Aegis (SM-6) sono inutili contro questa nuova arma. Il Kh-32 non viola il Trattato sullo Spazio del 1967, poiché la sua rotta non prevede orbite. E questo non è l’unico passo avanti di cui va detto.
Il 15 marzo, il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu fece un bel colpo affermando che la produzione di massa di robot da combattimento inizierà quest’anno. L’esercito aveva 160 droni aerei alcuni anni fa, ma oggi ne dispone di circa 1800. Le prove dei robot progettati per le operazioni di terra sono quasi complete. Sono stati sviluppati con successo anche veicoli robotici per la rimozione di mine. Esistono varianti da combattimento, trasporto e ricognizione del robot Nerekhta. Il sistema è costituito da un telaio compatto, con cingoli e scafo per montare attrezzature speciali. È usato per dotarsi di armi e corazze. Il robot può essere utilizzato anche per il trasporto e la ricognizione. Il Nerekhta può operare con altri droni. La suite di armi può includere una mitragliatrice Kord o Kalashnikov, un lanciagranate automatico AG-30M e un sistema missilistico anticarro. Il robot Lynx da 400 kg biomorfo (a quattro gambe) sarà equipaggiato con una mitragliatrice e missili anticarro, e può operare in aree urbane e industriali, su asfalto, marmo, legno, sabbia e strade non asfaltate. Quasi nessun terreno sarà off-limits, persino ghiaccio, erba, neve o acque poco profonde. Il Lynx può viaggiare fino a 15 km/h su terreno piano e 10 km/h su superfici irregolari. La Russia usa guardie di sicurezza robotiche per mantenere sicuri i siti strategici, come i silos ICBM. Questi veicoli, armati con una mitragliatrice e un lanciagranate automatico (entrambi con un raggio di 400 metri), possono rilevare bersagli di notte rimanendo invisibili e spostandosi lungo il perimetro del sito. Dal 2017, i siti strategici dei missili nucleari sono custoditi dal Mobile Robotics Complex (MRC), progettato per rilevare e distruggere bersagli fermi e in movimento. Ci sono molti più robot in varie fasi di sviluppo e che diventano operativi. La robotizzazione delle Forze Armate russe è una chiara tendenza e non è l’unica.
Cinque cacciatorpediniere Proekt 1155 Udaloj sono stati aggiornati con missili da crociera a lungo raggio Kalibr, fornendogli capacità anti-nave e d’attacco a terra. Il prestigioso quotidiano russo Izvestija riportava l’installazione dei sistemi d’arma sulle navi, già avviata e che sarà completata nel 2022. Il programma aumenterà notevolmente la potenza d’attacco della Marina e la capacità di proiezione di potenza. Bombe invisibili ai radar sono già in servizio in Russia, colpendo obiettivi terroristici in Siria. Il distributore planante Drel sgancia 15 proiettili autoguidati dal peso di 20 chilogrammi. L’arma non viola la convenzione internazionale che vieta l’uso di bombe a grappolo. Senza motore, la bomba può planare per decine di miglia. Vanta un raggio operativo di oltre 30 km dopo il lancio dal vettore. Una singola sub-munizione può colpire dieci carri armati, il doppio rispetto al concorrente diretto, l’AGM-154 statunitense. Può rilevare bersagli senza produrre emissioni infrarosse. Il sistema di identificazione amico-o-nemico del Drel impedisce di colpire i bersagli sbagliati. Quest’anno, la mostra Army-2018 vedrà un aereo leggero propulso da un motore ad idrogeno. Il forum è previsto per il 21-26 agosto. Il concetto base del motore è noto come “Electric Aircraft“, che utilizza celle a combustibile come fonte di energia per produrre energia elettrica senza combustione. Il carburante utilizzato è l’idrogeno, che viene trasformato in energia elettrica. Un aereo del genere potrebbe rimanere in volo molto lungo e sarebbe molto economico. Alcun altro Paese è riuscito a rendere operativo un aereo del genere. Potrebbe essere utilizzato per una moltitudine di missioni dalle Forze Armate e di altre agenzie di sicurezza.
Da quando Mosca ha avviato le operazioni in Siria, la domanda più frequente tra vincitori ed esperti militari era. “La Russia ha davvero una tecnologia militare superiore?” E la risposta spesso è stata: “No, non è sofisticato ed è chiaramente arretrata”. Ma sono sempre più le prove emerse di recente che illustrano come la Russia sia in realtà leader nella tecnologia militare e sempre più informazioni arrivano ogni giorno a confermarlo. Le innovazioni all’avanguardia, piume nel cappello militare, prodotte dall’industria della difesa, sono isolate dai restanti settori dell’economia? Al giorno d’oggi è impossibile, soprattutto considerando quanto viene fatto per trasferire i risultati dell’industria della Difesa ai settori civili dell’economia. Le sanzioni dell’occidente hanno utilmente accelerato il processo di sostituzione della tecnologia occidentale con soluzioni “made-in-Russia”. Le tecnologie militari destinate al settore civile inevitabilmente rafforzeranno l’economia della Russia. L’occidente voleva trasformare la Russia in un Paese arretrato e in ginocchio. È stato un errore strategico che invece l’ha incoraggiata ad opporsi e ad aprire la via della modernizzazione tecnologica, costringendo Stati Uniti e loro alleati a restare indietro.

Traduzione di Alessandro Lattanzio