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“L’Iran ha accesso a tutti i codici dei droni statunitensi”

Drago Bosnic, FRN 13 febbraio 2020

Il comandante della Forza Aerospaziale del Corpo della guardia rivoluzionaria islamica, Generale di brigata Amir Ali Hajizadeh, ammoniva gli Stati Uniti di non usare i loro droni MQ4 Triton contro l’Iran poiché l’IRGC ha piena familiarità con codici e frequenze di tale tipo di drone. “Gli statunitensi dovrebbero tracciare una linea rossa dell’utilizzo di tale drone contro l’Iran perché ora conosciamo tutti i suoi codici e frequenze; il che significa che possiamo disattivarlo non da una distanza di 100 km, ma da migliaia di chilometri da Teheran”, dichiarava il Generale Hajizadeh a margine del svelamento di nuove parti recuperate del Triton MQ4 abbattuto dall’IRGC a Giugno 2019. “Abbiamo la più grande collezione di droni al mondo. Ci mancava il Triton da aggiungere alla collezione. E sicuramente prenderemo di mira qualsiasi altro drone che violo il territorio dell’Iran”, aggiungeva il comandante della Forza aerospaziale dell’IRGC, notando che il drone MQ4 ha un valore inestimabile: “Ogni dispositivo che vedere qui è un tesoro in quanto ci forniscono informazioni preziose e le useremo”.
Il 20 giugno 2019, i sistemi di difesa aerea dell’Iran intercettarono un drone spia della Marina statunitense sulle acque territoriali dell’Iran. L’IRGC abbatté il drone Northrop Grumman MQ4-C Triton della Marina statunitense entrato nello spazio aereo iraniano sul Golfo dell’Oman per raccogliere informazioni, il 20 giugno, usando il sistema missilistico terra-aria Sevvom Khordad, che assomiglia al russo Buk-M2EK. Gli Stati Uniti confermarono che uno dei loro aerei da ricognizione fu abbattuto dalle difese aeree iraniane, ma negò che s’intromettesse nello spazio aereo di Teheran. Il Generale Hajizadeh dichiarava che le sue forze avrebbero anche potuto abbattere un aereo statunitense P8 con 35 militari a bordo che violava lo spazio aereo dell’Iran, ma decise di abbattere il drone per dare un messaggio a Washington. “Intendevamo inviare un messaggio ai terroristi nordamericani nella regione”, dichiarava il Generale Hajizadeh il 21 giugno, aggiungendo che le sue forze avevano anche tracciato un aereo militare P8 che violava lo spazio aereo dell’Iran. “Insieme al drone nordamericano c’era un aereo P8 statunitense con 35 militari a bordo che pure violando il nostro spazio aereo e avremmo potuto abbatterlo”, affermava aggiungendo, “Ma non li facemmo perché il nostro scopo era avvertire le forze terroristiche degli Stati Uniti”.
Il Generale Hajizadeh aveva anche osservato il 22 giugno che l’Iran non era per la guerra ma è completamente pronto a difendersi, aggiungendo che il destino del drone-spia nordamericano abbattuto aspetta gli oggetti volanti intrusivi. “La nostra risposta a qualsiasi violazione del territorio iraniano è questa, e se tali aggressioni si ripetono, la nostra risposta sarà la stessa”, dichiarava il Generale Hajizadeh. “Non vogliamo la guerra ma siamo pronti a difendere completamente il Paese. Possediamo una collezione di droni statunitensi che dimostra che gli Stati Uniti hanno violato lo spazio aereo dell’Iran e che non vogliono rispettare il diritto internazionale”, dichiarava il Generale Hajizadeh. “Se tale aggressione si ripete, aggiungeremo altri prodotti statunitensi (militari) completando questa collezione”, osservava. “La misura statunitense violava il diritto internazionale e abbiamo agito secondo la nostra legittima responsabilità”, dichiarava il Generale Hajizadeh aggiungendo: “È possibile che un generale statunitense o degli operatori fossero dietro tale aggressione nordamericana, non lo sappiamo. Ma quella misura (intromettersi nello spazio aereo iraniano) è una violazione delle regole dell’aviazione internazionale da parte di un drone-spia che quindi riceveva la nostra ovvia risposta”.
Nel frattempo, il Maggior-Generale Hossein Salami, comandante dell’IRGC, osservava che la mossa dovrebbe avvisare i funzionari di Washington di stare alla larga. L’incidente è “un chiaro messaggio agli Stati Uniti ed altri nemici che l’Iran darà risposta ferma e schiacciante a qualsiasi aggressione”, affermava. “I confini sono le nostre linee rosse e qualsiasi nemico che li violi non tornerà a casa e sarà annientato. L’unico via per i nemici è rispettare l’integrità territoriale e gli interessi nazionali dell’Iran”, osservava il generale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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