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Il piano di pace dal timbro razzista sionista di Kushner

Wayne Madsen, SCF 11 febbraio 2020

Non vi sono mai stati dubbi sul fatto che il genero di Donald Trump, Jared Kushner, avrebbe lanciato il suo “piano di pace in Medio Oriente”, un molto pubblicizzato inventario di 80 pagine per distribuire grandi porzioni della Cisgiordania agli israeliani e relegare i palestinesi in uno “stato” impotente composto da enclavi totalmente circondate dal territorio israeliano fortemente militarizzato. Kushner, che afferma di essere diventato un esperto del Medio Oriente dopo aver letto venticinque libri da quando il suocero filo-israeliano lo nominò tre anni fa “inviato” per l’accordo di pace in Medio Oriente, non ha mai invitato i più colpite dal suo “morto in arrivo”, il popolo palestinese, al tavolo dei negoziati. Né Kushner né Trump ritenevano necessario invitare i palestinesi alla cerimonia della Casa Bianca del 28 gennaio 2020, svelando il “piano di pace”. Solo il primo ministro israeliano Binyamin Netanyahu, inquisito in Israele per corruzione, frode e abuso d’ufficio, fu invitato alla cerimonia della Casa Bianca. Netanyahu è così vicino alla famiglia Kushner che una volta dormì nel letto di Jared Kushner quando lo visitò nel New Jersey. Alla cerimonia della Casa Bianca era presente anche il principale finanziatore della campagna di Trump il magnate del casinò Sheldon Adelson, individuo il cui odio per i palestinesi non conosce limiti. Un altro attore chiave nel generoso omaggio di Trump della Cisgiordania agli israeliani è David Friedman, suo avvocato fallimentare ed ambasciatore in Israele. Friedman sostiene che l’annessione israeliana della Cisgiordania, che lui e altri espansionisti chiamano “Giudea e Samaria”, nomi tratti dalla mitologia biblica e dal folklore ebraici. Eppure Kushner si riferiva ai precedenti seri piani di pace in Medio Oriente, tra cui Conferenza di Madrid del 1991 ed Accordi di Oslo del 1993 come “fiabe” e “vecchie idee stantie”. In effetti, antichi testi che giustificano schiavitù, misoginia e fratricidio, altrimenti noti come Vecchio Testamento, rappresentano fiabe vere e vecchie idee stantie che non hanno spazio nel 21° secolo.
Il detenuto padre di Jared Kushner, Charles Kushner, fu da sempre amico di Netanyahu ed ufficiale chiave della macchina d’influenza politica israeliana negli Stati Uniti. Non è quindi sorprendente che il piano di Jared Kushner sostenga un’entità non contigua palestinese in Cisgiordania asservita a Israele e collegata al ghetto a cielo aperto di Gaza da un tunnel sotterraneo. Era il dogma nazista di Adolf Hitler equiparare gli ebrei a ratti e topi. Apparentemente, alcuni di loro, come Kushner e Netanyahu, che lamentavano la perdita di famigliari nell’Olocausto, relegherebbero i palestinesi a ratti umani che scappano sottoterra tra le “riserve” di Gaza e della Cisgiordania assegnate ai palestinesi. Israele si annetterebbe un terzo del territorio palestinese, compresa la valle del Giordano, isolando le enclavi palestinesi dal confine con la Giordania. Il piano di Kushner anche priva i palestinesi della capitale a Gerusalemme est. Kushner propone che la capitale palestinese sino alcuni quartieri poveri del sobborgo orientale di Gerusalemme. Gli unici ambasciatori arabi a Washington presenti al piano di annessione della Cisgiordania di Kushner erano del Bahrayn, Stato fantoccio dell’Arabia Saudita, l’Oman, che ancora cerca un appoggio diplomatico dopo la morte del suo capo sultano Qabus bin Said e gli Emirati Arabi Uniti, che un Trump sempre più oppressivo definiva nelle sue osservazioni “materasso ad aria unito arabo”. Il segretario generale egiziano della Lega araba, Ahmed Abul Qayt, condannando la creatività di Kushner affermava che istituirà un sistema di “apartheid” e relegherà i palestinesi allo status di cittadini di seconda classe. Il piano di Kushner è un altro schiaffo ai palestinesi e ai Paesi arabi. Trump riconobbe la sovranità israeliana su Gerusalemme e vi trasferì lì l’ambasciata nordamericana da Tel Aviv., quindi riconobbe formalmente l’annessione illegale di Israele alle alture del Golan in Siria. Trump ulteriormente avvelenava l’aria chiudendo ed espellendo la missione diplomatica palestinese a Washington e bloccando ogni assistenza degli Stati Uniti all’agenzia di soccorso delle Nazioni Unite per la Palestina, l’UNRWA.
L’odio di Kushner per il popolo palestinese era pienamente esibita n un’intervista alla CNN, affermando che i palestinesi “avrebbero rovinato un’altra opportunità come se rovinarono tutte le opportunità mai avuto nella loro esistenza”. Prendendo in prestito gli insulti del suocero, Kushner diceva del capo-negoziatore palestinese e Saib Iraqat: “Nella mia attività, quando qualcuno cerca di fare affari per 20 anni (un riferimento a Iriqat) e fallisce, viene sostituito da qualcun altro”. La principale “attività” di Kushner è padrone degli appartamenti negli slum, relegandovi i suoi affittuari di Maryland, New Jersey e New York che vivono con sistemi di riscaldamento e di condizionamento dell’aria malfunzionanti, ratti e insetti, con usuranti aumenti degli affitti ed elettrodomestici rotti. Kushner, ebreo ortodosso e sostenitore del movimento sionista Chabad Lubavitch, apparentemente ha in serbo la stessa visione da bassifondi per i 4m68 milioni di abitanti della Cisgiordania e di Gaza. Kushner impose la sua vendita ai palestinesi insultandoli ulteriormente, affermando che “la sua visione era realizzabile al 100% se solo la leadership palestinese smettesse di essere così isterica e stupida”, ed anche affermando che” i palestinesi non hanno mai fatto nulla di giusto nelle loro tristi e patetiche vite”. Le dichiarazioni di Kushner sono quelle di un sionista razzista ebreo, puro e semplice. Sfortunatamente, poche organizzazioni ebraiche condannavano le dichiarazioni così palesemente razziste e xenofobe dal genero di Trump. Kushner è un ingranaggio importante della macchina politica neofascista che relega gli eredi africani, arabi o di altra natura non europea ad “untermensch” di seconda classe, termine preferito nello Stato nazista. In risposta al “patto del secolo” e commenti offensivi di Kushner, Iriqat twittò: “Se Kushner afferma che il Primo Ministro Netanyahu è autorizzato ad annettere Gerusalemme, gli insediamenti, la Valle del Giordano, il Mar Morto, a controllare la sicurezza ad ovest del fiume Giordano, spazio aereo palestinese, acque territoriali, tutti i porti e ad escludere i rifugiati dal negoziato, Cosa c’è da negoziare? ”In effetti, perché invitare i palestinesi al tavolo dei negoziati. Hitler non invitò mai i cecoslovacchi alla vigilia della conferenza di Monaco, sebbene lui e Benito Mussolini, col consenso di inglesi e francesi, disgregarono la Cecoslovacchia nell’annessione di Hitler. Kushner e gli israeliani hanno imparato bene dagli architetti dell’Olocausto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “Il piano di pace dal timbro razzista sionista di Kushner”

  1. colonialismo portato alla esquizofrenia,che caracteriz a ai sionisti.
    NO PASARAN!!!!!

I commenti sono chiusi.