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L’Italia cerca di cacciare gli estremisti di destra dal “Chiostro dei gladiatori”

Andre Vltchek, New Eastern Outlook 10.02.2020

Steve Bannon, ex-stratega della Casa Bianca ed editore Breitbart, veniva finalmente cacciato da un monastero italiano, che persino Newsweek descrisse ironicamente come “campo di addestramento dell’estrema destra”. Questo autore, insieme ad alcuni altri, avvertiva da tempo che l’ex-consulente di Trump aveva oltrepassato ogni misura iniziando a interferire direttamente negli affari interni dell’Unione europea, promuovendo e amalgamando pericolose alleanze di estrema destra di ogni genere; politico, filosofico e religioso. Il monastero doveva offrire “corsi”, che Bannon descrisse come “basati sull’occidente giudeo-cristiano”. Tattiche? “Una moderna scuola di gladiatori”, secondo la valutazione di Steve Bannon. Il Journal NEO (New Easter Outlook) ha già pubblicato un saggio nel 2019, analizzando le attività di Bannon in Italia e oltre: “Steve Banno, profilo di un apparatchik nordamericano. Dalla Cina al Papa ”, dove si sostenne: “Steve Bannon è un talentuoso propagandista e promotore della supremazia occidentale e della “cultura” imperialista. È estremamente pericoloso, soprattutto perché sa esattamente cosa fa e cosa vuole: il controllo totale sul mondo”. L’anno scorso, era difficile immaginare che l’Italia osasse smuovere le acque, disturbando le attività di uno dei neo-con più potenti e astuti del mondo. Ma l’inimmaginabile accadde all’improvviso. Segnalato da Rosie McCall di Newsweek: “Il ministero della Cultura italiano ha annunciato di aver sfrattato quello che veniva descritto come un campo di addestramento politico dell’estrema destra da un monastero del XIII secolo, riferisce AFP . Il campo ha legami con Steve Bannon, ex-consigliere del presidente Donald Trump, attraverso il suo Dignitatis Humanae Institute (DHI)”. Secondo AFP, il campo, istituito per formare gli studenti a “difendere l’occidente”, fu concesso in affitto per 19 anni nella Certosa di Trisulti, provincia di Frosinone, nel febbraio 2018. Tuttavia, secondo il ministero, gruppo aveva simulato il contratto di affitto, e quindi fu sfrattato. Ciò dopo le notizie di maggio secondo cui il ministero intendeva revocare l’affitto per “violazione di vari obblighi contrattuali”, secondo The Telegraph.
Questo sarà un duro colpo per Benjamin Harnwell, conservatore inglese direttore del DHI, che quest’anno sperava di lanciare il primo corso di tre settimane con un piccolo gruppo di studenti e che era in procinto di ottenere il permesso di rinnovare la sede. Harnwell è un socio di Bannon, che secondo quanto riferito avrebbe promesso di spendere un 1 milione di dollari sul progetto”. Naturalmente, il “campo di addestramento” fu sfrattato per tecnicismi, non su basi ideologiche. I miei contatti nel Movimento 5 Stelle sono silenziosi e cauti sull’argomento. Solitamente schietti, sono riluttanti a parlarne. Ricevo solo notizie. Ma quello che ottengo lo racconto. Questi sono problemi gravi ed estremamente pericolosi. Bannon non fa parte della squadra di Donald Trump da tempo, ma solo pochi dubitano che ancora lavori per conto della squadra neo-con del presidente. Cosa ricevo da Roma? Notizie confuse dall’interno, dove mi si chiede di non usare nomi reali nei miei saggi sul caso Bannon: “Abbiamo l’ordine di non parlare con la stampa, Andre … Finché non viene presa una decisione dal Consiglio di Stato… Qui, nell’amministrazione, c’è una guerra; più che una guerra; una battaglia nel governo… e nella Chiesa. Papa Francesco è contro i conservatori. Il nuovo ministro della Cultura Franceschini (PD) è legato alla Chiesa… Le cose sono incerte finora. Il TAR appoggiava Bannon e bloccato la decisione del Ministro della Cultura. E ora il Consiglio di Stato deve decidere”.
Un’altra fonte da Roma dava analisi molto più concrete: “Ci sono partiti in Italia, come Lega Nord e “Fratelli d’Italia” che creano propaganda e prendono ordini direttamente da Bannon, cedendo al suo odio verso la Cina”. Certo, questo è grave. Lega Nord e “Fratelli d’Italia” sono alcune delle forze politiche più potenti in Italia. Il fatto che siano sottoposte a un estremista di destra degli Stati Uniti, è una notizia tremenda e scandalosa.
Da molto tempo, Steve Bannon incoraggiava le forze di destra in Italia e oltre. Secondo La Presse (23 settembre 2018), elogiò i movimenti di destra italiani, affermando che “con loro qui in Italia la rivoluzione funziona”: “Sul palco romano di “Atreju”, l’evento dei Fratelli d’Italia, Steve Bannon elogia i partiti di Salvini e Meloni: “Alle elezioni gli italiani hanno parlato contro il sistema, dicendo che è tempo di cambiare. Sono stanchi di sentirsi dire che sono razzisti e xenofobi, solo perché vogliono difendere la loro cultura e il loro Paese”, aveva detto l’ex-stratega della Casa Bianca. “Il vostro è l’esperimento più importante, se la rivoluzione funziona qui, allora si diffonderà”, aggiunse Bannon”. Non sorprende che Steve Bannon evochi l’ira in chi sostiene di essere la voce; la chiesa cattolica di oggi e persino il cristianesimo in generale. Papa Francesco, che Bannon ha insultato personalmente in diverse occasioni, è chiaramente contrario alla sua politica. Mi avvicinai a uno dei più importanti teologi/filosofi viventi, il mio amico John Cobb Jr., che chiaramente affermava la sua idea in questo saggio: “Steve Bannon chiarisce che oggi si può rinnovare il cristianesimo di Carlo Magno senza imbarazzo e ottenere un sostegno significativo da altri “cristiani”. Fa poca o nessuna distinzione se seguire Gesù o i profeti ebraici. I suoi eroi sono i gladiatori. Preparando le persone a combattere in ogni modo, compresi a quanto pare anche violenti. La guerra è a sostegno dell’occidente piuttosto che di una nazione qualsiasi, ciò che una volta chiamavamo “cristianità”. Dal punto di vista biblico, la devozione a uno Stato nazionale o all’occidente è idolatria”. John Cobb concluse: “Cristiani del primo tipo, che cercano di essere seguaci di Gesù sono chiamati ad amare anche chi diffonde l’odio. Ma un aspetto di quell’amore deve essere identificare chi fa della difesa dell’occidente la massima priorità come idolatri. I cristiani dovrebbero continuare a mostrare le conseguenze di tale idolatria. È distruttiva per la società. Danneggia anche l’idolatro. Se amiamo veramente Steve Bannon, siamo chiamati a cercare di ridurre il danno che il suo pensiero ed azione da idolatra infliggono agli altri e a se stesso. Se la sua comprensione del cristianesimo dà un posto agli insegnamenti e al ministero di Gesù, possiamo sottolineare come radicalmente la sua opera si opponga a quella di Gesù. Se ha qualche interesse per il Dio biblico, possiamo sottolineare che fallisce profondamente nel servire chi Dio chiama a servire. Se si preoccupa davvero del futuro dell’occidente, possiamo dimostrare che blocca la via a un futuro fiorente. Forse, solo forse, ascolterebbe”.
Appare chiaro che per Steve Bannon non sarà facile navigare nelle acque turbolente della politica europea. È vero, l’Europa va, costantemente e in modo allarmante, verso destra. Alcuni direbbero addirittura, verso l’estrema destra. Ma non è la destra di Bannon, di Trump. L’Europa ritiene di non aver bisogno di un altro apparatchik nordamericano, per dettargli quale direzione seguire. La destra europea è eccezionalmente nazionalista. Ma Bannon cerca di creare un fronte fascista europeo unito. Non sembra che i Paesi europei siano alla ricerca di unità, di qualsiasi tipo. Regno Unito, Ungheria e persino Italia lo dimostrano. Gli europei sono disposti a lavorare con Russia o Cina, se serve ai loro interessi (e molto spesso, in realtà lo fanno). Persone come Bannon sono fondamentalisti culturali e religiosi. Sono esattamente della stessa pasta dei coloni e dei fascisti, che attaccarono innumerevoli Paesi e uccisero milioni di persone proprio in Paesi come Russia e Cina. Almeno ora, tale atteggiamento non è molto popolare a Berlino, Roma e Madrid . Lì, le popolazioni vogliono solo i benefici che traggono dal neo-colonialismo, ma senza i rischi di guerre o altri interventi belluini diretti. Bannon è pronto ad andare “fino in fondo”; bombardare e persino spedire soldati occidentali. E provoca, in modo arrogante e scomposto. Anche quando viene forgiata la più piccola distensione, con Russia, Cina o altri avversari degli occidentali, inizia immediatamente a versare sale nelle ferite. Proprio di recente insultava la Cina e la sua diplomazia, nel modo più volgare. Il 20 gennaio 2020, Forbes scrisse: “Quello che vedete oggi nella firma con la Cina e con l’USMCA è l’inizio della fine del declino gestito degli Stati Uniti”, dichiarava Steve Bannon, ex-consigliere di Trump, parlando alla CBNC. “Questa è una grande vittoria per gli Stati Uniti, ed è per questo che non vedete Xi Jinping firmare e alcuna media cinese scriverne. Trump ha cambiato il baricentro dal modo in cui le élite devono pensare della Cina”. Ma anche Forbes dubitava di tali colpi sotto la cintura.
Le cose si aggravano e diventano ancora più sinistre. Bannon cerca finanziamenti, collabora con le persone più anti-cinesi e anti-comuniste, siano esse occidentali o originarie della Cina (RPC) stessa. Nel 29 ottobre 2019, Axios rifer’: “Il mistero di chi finanzia il lavoro di Steve Bannon fu almeno in parte risolto: Guo Media, società collegata a un controverso miliardario cinese, assunse Bannon per almeno 1 milione di dollari in “servizi di consulenza strategica”, secondo i contratti ottenuti da Axios. Perché è importante: il miliardario latitante Guo Wengui, noto anche come Miles Kwok, è coinvolto nel conflitto USA-Cina. È un critico vocioso del Partito comunista cinese ed è apparentemente membro di Mar-a-Lago. È nella lista dei più ricercati della Cina per presunta corruzione, frode e riciclaggio di denaro, secondo il New York Times…”
Steve Bannon non fa analisi; manipola, fa politica mentre parla o scrive. E ora sembra che l’Italia ne abbia avuto abbastanza. O almeno alcuni nell’amministrazione italiana. Il Paese attraversa un complesso periodo di trasformazione. Non apprezza più la destra degli Stati Uniti, non più. L’Italia ha bisogno della Cina. E la Cina ha vari alleati nel Movimento 5 stelle. E lo stesso si potrebbe dire di Paesi come Venezuela e persino Iran. Questa non è più l’Italia di Berlusconi. Se Bannon viene espulso definitivamente dal “chiostro dei gladiatori”, potrebbe essere il segnale di un altro inizio italiano ed europeo. Non necessariamente a sinistra o “progressista”, ma comunque un inizio. Potrebbe indicare che a Washington non sarà permesso governare dall’altra parte dell’oceano senza opposizione ed attraverso gladiatori ideologici ossessionati da lotte mortali. Bannon calcolò erroneamente geografia ed epoca: la Roma del 21° secolo e le sue vicinanze non hanno nulla a che fare con l’antica città greca di Sparta.

Andre Vltchek è filosofo, romanziere, regista e giornalista investigativo. È creatore del Mondo di parole e immagini di Vltchek e autore di numerosi libri, tra cui La Cina e la civiltà ecologica. Scrive in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio