Crea sito

L’Arabia Saudita è la grande perdente nella guerra contro lo Yemen

Raqda Suas, Syria Times, 04 febbraio 2020

La sanguinosa campagna guidata dal regime saudita contro lo Yemen entrerà nel sesto anno il prossimo mese e Riyadh non ha quasi per nulla raggiunto i suoi obiettivi a causa della resistenza dei combattenti yemeniti che non solo hanno reagito con successo, ma hanno anche inflitto danni significativi alla macchina da guerra saudita.
Il 25 gennaio, le truppe dell’esercito yemenita e i combattenti alleati dei Comitati popolari lanciarono una massiccia offensiva dal nome in codice Bunyan al-Marsus (Struttura solida), per affrontare la grave aggressione delle forze saudite che puntavano alla capitale Sana. Il contrattacco yemenita non solo contrastò la prevista offensiva saudita, ma anche liberava tutte le aree del distretto di Nihm, nella provincia di Sana, dalla presa delle forze saudite. L’enorme operazione fu sostenuta dalla ricognizione dei droni. La rete televisiva al-Masirah dello Yemen, citando il portavoce yemenita Generale di brigata Yahya Saree, dichiarava in un articolo dettagliato che l’operazione Bunyan al-Marsus portava alla liberazione di vaste aree nella provincia settentrionale del Juf e nella provincia centrale di Marib. I soldati dell’esercito yemenita sventavano l’importante offensiva dei miliziani sauditi contro la capitale Sana. Durante la conferenza stampa, Sari aggiunse che le forze yemenite liberavano 2500 chilometri quadrati di territorio dalle grinfie degli invasori. Le forze yemenite erano anche riuscite a catturare decine di carri armati, veicoli corazzati, veicoli militari, artiglieria e depositi di armi dalle forze saudite, aggiungeva.
Le forze della difesa aerea yemenita e i loro alleati abbattevano un drone da ricognizione della coalizione saudita nei cieli sopra la regione del Jizan, al confine con l’Arabia Saudita. Sari affermava che almeno 1500 truppe della coalizione saudita furono eliminate e altre 1830 ferite nell’operazione. 170 altri furono arrestati dalle forze yemenite, aggiungeva. L’operazione Struttura solida, iniziata il 30 gennaio, portava anche alla distruzione di 17 battaglioni nemici, aggiungeva il comandante dell’esercito yemenita. Sari affermava che la massiccia operazione coinvolse almeno 41 attacchi aerei condotti da droni da combattimento yemeniti contro posizioni delle forze saudite nello Yemen e nell’Arabia Saudita.
Secondo il rapporto, le forze yemenite anche condussero 21 attacchi missilistici contro obiettivi come gli aeroporti di Jizan e Najran, le due province meridionali dell’Arabia Saudita, e di Abha, la capitale della provincia saudita dell’Asir. Gli attacchi missilistici colpirono anche le strutture petrolifere di Saudi Aramco, che furono attaccate da missili e droni yemeniti l’anno scorso. Le forze yemenite prendevano il controllo di vaste aree nel distretto di Nihm della provincia di Sana, e nella provincia del Juf.

Traduzione di Alessandro Lattanzio