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L’Esercito arabo siriano ed alleati combattono la “vera guerra al terrore”

Vanessa Beeley, Global Research, 4 febbraio 2020

Probabilmente la propaganda più odiosa che sia stata emessa dal cartello mediatico occidentale è quella che ritrae l’Esercito arabo siriano come una sorta di milizia, “banda di Assad”, disconnettendo questi difensori della patria dal Popolo per cui combattono e muoiono ogni giorno.
Ho viaggiato d Aleppo col Pullman alcuni giorni fa, era pieno di giovani soldati diretti in prima linea ad Aleppo e Idlib. Giovani provenienti da tutte le aree della Siria, tutte le comunità, uniti dalla causa comune, liberare il Paese dall’infestazione dell’estremismo e terrorismo settario, per riportare la pace in un Paese che tutti in Siria descrivono come “il luogo più sicuro nel Medio Oriente prima del 2011”. La maggior parte di loro ha dormito, rannicchiata sui sedili, esausta… altri saltavano giù dall’autobus quando ci fermammo, per prendere un caffè o una sigaretta. Tutti educati, amichevoli e stanchi.
Ero a Layramun, zona industriale a nord di Aleppo due giorni fa mentre i soldati dell’EAS si preparavano per le operazioni per liberare le aree circostanti le fabbriche occupate dai “moderati” filo-occidentali, al-Qaida in Siria, gelava e un vento pungente tagliava fino all’osso, nessuno dei soldati aveva indumenti o stivali molto caldi. Arrivarono uno ad uno, coi volti tesi, le armi sulle spalle, salutandosi con cupo cameratismo prima dell’inizio della battaglia. Carri armati rannicchiati in garage aperti, nascosti alla vista, autocarri che trasportavano razzi parcheggiati sul ciglio della strada, gruppi di armati che discutevano dei piani… c’era una sensazione di calma prima della tempesta. Questi soldati non hanno l’equipaggiamento o il cibo dei gruppi terroristici. La Turchia assicura che i suoi sicari abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno, compresi i missili (anticarro) TOW fabbricati negli Stati Uniti. I soldati dell’EAS spesso non hanno cibo per settimane/mesi, sopravvivono letteralmente a ciò cercando, tranne quando la gente del posto rischia la vita per portargli sandwich e tè. Le sanzioni illegali di USA/UE sono una parte importante della guerra contro questi soldati che sfidano tutte queste difficoltà fin quando la vittoria avrà il gusto più dolce. Le loro armi sono vecchie e danneggiate rispetto alle sofisticate attrezzature fornite a gruppi come lo SIIL, ma questi giovani vincono le battaglie, perché credono nella loro causa, sanno che devono vincere o morire e che se non vincono, il loro popolo morirà per mano deti mostri accampati sulla loro terra. Ridurre questi eroi, questi coraggiosi combattenti della Resistenza a una specie di omogenea milizia governativa è un crimine in sé. Ogni giovane (e donna) ha sogni, speranze e ambizioni che mettono da parte per combattere una guerra che ha infranto i loro sogni. Quando vediamo video di razzi terroristici lanciati su questi giovani gridando “Allah Akhbar”, più vite vengono perse, più sangue viene versato e più speranze vengono distrutte. Ogni singolo soldato è un individuo che combatte fianco a fianco a migliaia di altri per sconfiggere il nemico che li vorrebbe divisi. Non combattono per un uomo, combattono per tutti noi.
Dio benedica l’esercito arabo siriano e i suoi alleati.

Ecco alcuni messaggi dei sostenitori della Resistenza di molti Paesi che mostrano che c’è chi riconoscono l’entità della guerra combattuta dall’Esercito arabo siriano per conto di tutti noi:
“Ci sono momenti nella storia in cui solo i più coraggiosi troveranno il coraggio di opporsi da soli a più potenti nei loro tentativi di cancellare la nostra esistenza dal nostro pianeta. Viviamo tutti una di quelle volte e assistiamo alla battaglia tra due mondi. Da una parte c’è il mondo dell’oppressione imperialista, della violenza, della guerra perpetua, a vantaggio dei predatori del nostro mondo, dall’altra parte chi desidera vedere la supremazia del diritto internazionale e la pace perpetua beneficiare tutta l’umanità. Chi ha preso la posizione definitiva contro queste forze della sottomissione sono l’Esercito arabo siriano e i suoi alleati rimasti fermi e orgogliosi contro la schiacciante forza militare e un terrificante apparato bellico. L’Esercito arabo siriano non combatte solo per la Siria e il suo popolo, combatte per tutti noi in Palestina, Regno Unito, UE, Sud America, Yemen, ovunque… La Siria non è solo la culla della civiltà, è la culla della Resistenza attorno cui si circondano chi la distruggerebbe e chi la difender. Siamo con chi la difende”.
Quelle che seguono sono dichiarazioni di alcuni nel mondo che desiderano riconoscere ciò che l’EAS ha fatto per garantire un futuro migliore a tutta l’umanità:
“Vorremmo ringraziare i coraggiosi soldati dell’Esercito arabo siriano e desideriamo mostrarvi che siete supportati anche da dietro le linee nemiche nei Paesi ostili al vostro popolo. Vi ringraziamo per la vostra valorosa battaglia contro le nazioni imperialiste perché comprendiamo che combattere anche per noi. Comprendiamo che se la Siria viene persa o distrutta, saremo tutti di fronte alla fine della civiltà. Una vittoria della Siria significherà la fine della costruzione imperialista come la conosciamo e ci sarà l’opportunità per l’umanità di evolversi da una guerra infinita per proteggere la supremazia di una nazione e dei suoi alleati. Sappiamo che siete i nostri coraggiosi soldati in prima linea per l’umanità e ovunque viviamo, ovunque veniamo, vi amiamo e vi sosteniamo”…
“L’Esercito arabo siriano ha resistito al terrorismo economico, mediatico e militare per 7 anni. Chiediamo a tutti i popoli del mondo di essere solidali con questi coraggiosi uomini e donne siriani nella loro opposizione al terrorismo internazionale. La storia li onorerà in futuro, ma ora dobbiamo onorarli e non abbandonare il nostro dovere di sostenerli. A nome di tutti i risvegliati in questo mondo, desidero riconoscere i sacrifici dell’EAS e dei suoi alleati, sacrifici fatti col sangue che si è mescola col suolo dell’amata nazione, la Siria. Il terreno da cui cresceranno tutti i nostri futuri. Avete rinunciato alla famiglia, alla casa, alla carriera, al futuro, per lottare per l’onore e la libertà della vostro popolo, non lasceremo mai questo sacrificio invano. Il popolo siriano vive nei nostri cuori, la vostra gentilezza, generosità e compassione di fronte a tale avversità è la fiamma che non sarà mai estinta dalla mano fredda dell’oppressione tesa dai nostri governi sul vostro Paese. Invece tendiamo le nostre mani e le mettiamo nelle vostre in modo da aiutarvi in questa guerra per tutti noi. Possa Dio proteggervi nella vostra missione, che è anche la nostra missione”…
“Vorrei esprimere la mia assoluta e sconfinata riverenza per i coraggiosi giovani uomini e donne dell’Esercito arabo siriano e i loro alleati in prima linea. Non avete bisogno di presentazioni. Avete combattuto con le unghie e i denti per mantenere intatto il vostro Paese, per 7 anni, contro ogni previsione, con alcune delle forze più nefaste e potentemente oscure del mondo schierate contro di voi. Questa guerra vi è stata crudelmente imposta e ha un significato maggiore di quanto molti credano. Combattete non solo per la vostra nazione ma anche per difendere il vostro bene più prezioso, l’indipendenza, il diritto all’autodeterminazione. La Siria è una delle poche nazioni ad aver mantenuto l’autonomia in questo senso. Avete difeso il mondo dai più potenti criminali globali che hanno anche commesso il peggiore crimine del 20° secolo nel 1948, la pulizia etnica della Palestina che non avrebbe mai potuto avere successo senza l’approvazione di tutti gli Stati che ora prendono di mira la Siria. Siamo solidali con il vostro coraggio e la vostra fermezza che porteranno con sé un nuovo paradigma nel potere mondiale, che garantirà un futuro migliore a tutti noi”…
“Sono un attivista secolare kemalista ed antimperialista di Istanbul che desidera salutare gli eroi coraggiosi che combattono l’imperialismo per conto di tutte i popoli di questo mondo che hanno sofferto sotto l’ideologia imperialista che ha depredato il nostro mondo per secoli. Voi, EAS ed alleati, non state solo difendendo la Siria dall’asse dell’egemonia Stati Uniti-Regno Unito-UE-Golfo-Stato sionista, ma difendete l’intera regione, il mio Paese e tutta l’umanità contro le devastazioni della barbarie imperialista. Molti in Turchia con cuore e cervello sono solidali con la vostra causa e salutano il vostro coraggio sul campo di battaglia”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio