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Dietro il colpo di Stato: l’Agenzia di intelligence argentina (AFI) in Bolivia

Internationalist 360° 31 gennaio 2020

La stazione della CIA a La Paz ha incaricato il capo dell’Agenzia di intelligence argentina (AFI) in Bolivia, José Sanchez, di sostenere la raccolta di informazioni su Evo Morales e le sue amministrazioni; e di tutti i funzionari cubani, venezuelani e nicaraguensi residenti in Bolivia, compresi i diplomatici. Per conformarsi a ciò, José Sánchez non solo utilizzò i suoi agenti nel Paese, ma anche chiese il sostegno di rappresentanti di Brasile, Colombia e Perù.
I requisiti informativi della stazione CIA in Bolivia sono i seguenti:
1. L’elaborazione dei profili psicologici dei principali leader del governo boliviano, in particolare i ministri più influenti, inclusi Juan Ramón Quintana e Diego Pari.
2. Raccolta di informazioni per poter collegare i funzionari del governo boliviano al commercio di droga.
3. Raccolta di informazioni sulle imprese private dei funzionari del governo boliviano che possono essere collegate alla corruzione.
4. L’identificazione dei cittadini cubani, venezuelani e nicaraguensi che lavorano in Bolivia.
5. L’identificazione dei diplomatici di detti Paesi che lavorano in Bolivia.
Tali informazioni verrebbero utilizzate dai servizi speciali statunitensi per lo svolgimento di campagne mediatiche contro Evo Morales, sia prima che dopo le elezioni. Tutto ciò fa parte dello sforzo per impedirgli di essere rieletto.
José Sánchez ha stretti legami coi funzionari dell’ambasciata nordamericana, andando ben oltre i doveri di diplomatico. Ciò includeva Rolf Olson e Annette Dorothy Blakeslee, ufficiali della stazione CIA a La Paz. Annette Dorothy Blakeslee era in Nicaragua come ufficiale medico USAID presso l’ambasciata nordamericana a Managua. La cosa curiosa qui è che questa è una delle coperture diplomatiche utilizzate dalla CIA nelle loro operazioni segrete. Sanchez aveva una copertura diplomatica, ma in realtà fungeva da collegamento coi servizi segreti di questi Paesi. Era responsabile di due stazioni AFI in Bolivia: una a La Paz e l’altra nel consolato di Santa Cruz. Quest’ultimo fu utilizzato per finanziare l’opposizione in questa città. Il finanziamento, a sua volta, fu fornito dall’ambasciata nordamericana.
Nonostante fosse previsto che terminasse l’incarico il 2 dicembre, Sánchez fu misteriosamente sollevato solo due mesi prima che avvenisse il colpo di stato contro Evo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio