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La sorprendente verità sui Gulag rivelata dalla CIA

Saed Teymuri, Sstalinist Katyusha 31 ottobre 2018

Introduzione
Le bugie “umanitarie” servono a fare il lavaggio del cervello alla popolazione sostenendo le guerre imperialiste. Alimentati dalla propaganda di estrema destra finanziati dalla CIA, i principali “notiziari” descrivono i campi di lavoro sovietici, noti come “Gulag”, come i mezzi di Stalin per reprimere i dissidenti democratici e schiavizzare le masse sovietiche. Tuttavia, la stessa CIA che, attraverso l’Operazione Mockingbird, diede ai militari statunitensi il controllo quasi totale sulla stampa mainstream favorendo la disinformazione anti-sovietica (Tracy 2018), recentemente rilasciava documenti declassificati che invalidano le calunnie sui Gulag. La CIA che condusse varie operazioni antisovietiche per cinquant’anni e il cui personale cercava informazioni accurate sull’URSS, non si può dire che abbia alcuna propensione a favorirla. Pertanto, i seguenti documenti della CIA declassificati, che sorprendentemente “confessano” a favore dell’Unione Sovietica, sono particolarmente preziosi. Pur riconoscendo le dure condizioni nei Gulag, come in qualsiasi sistema carcerario al mondo, l’obiettivo dell’articolo è di far luce sui seguenti fatti: 1) la durezza delle carceri fu esagerata dalla stampa occidentale, con numerose invenzioni, 2) le statistiche sulla popolazione dei Gulag furono esagerate, 3) ci fu un autentico sforzo per migliorare le condizioni dei prigionieri quando ne fu data la possibilità, e 4) gli standard delle prigioni erano molto più elevati di quelli di molti Paesi capitalisti.

Le condizioni delle carceri
Un documento della CIA del 1957 intitolato “Campi di lavoro forzato in URSS: trasferimento di prigionieri tra campi” rivela le seguenti informazioni sul Gulag sovietico nelle pagine due-sei:
1. Fino al 1952, ai prigionieri veniva data una quantità garantita di cibo, più cibo extra per il superamento delle quote.
2. Dal 1952 in poi, il sistema Gulag operò sulla “responsabilità economica” in modo tale che più i prigionieri lavoravano, più venivano pagati.
3. Per il superamento delle norme del 105%, un giorno di pena veniva contato come due, riducendo così il tempo trascorso nel Gulag.
4. Inoltre, a causa della ricostruzione socialista del dopoguerra, il governo sovietico aveva più fondi e quindi aumentò le scorte di cibo ai prigionieri.
5. Fino al 1954, i prigionieri lavoravano 10 ore al giorno, mentre i lavoratori liberi lavoravano 8 ore al giorno. Dal 1954 in poi, i prigionieri e i lavoratori liberi lavoravano 8 ore al giorno.
6. Uno studio della CIA su un campo mostrò che il 95% dei prigionieri erano criminali comuni.
7. Nel 1953, l’amnistia fu data al 70% dei “criminali ordinari” di un campo studiato dalla CIA. Nei successivi 3 mesi, molti furono nuovamente arrestati per aver commesso altri crimini.

Quello che segue sono estratti dal documento della CIA, sottolineati e riuniti per il lettore:

Questi fatti smentiscono la narrativa che i prigionieri di Gulag non fossero retribuiti. Il lavoro era effettivamente forzato; tuttavia, furono dati dei premi materiali. I prigionieri furono pagati dal 1952 in poi e premiati in cibo prima del 1952. Secondo le fantasie borghesi, il “regime” sovietico cercava di affamare deliberatamente le popolazioni dei Gulag. Tuttavia, in effetti, ci furono sforzi per aumentare l’approvvigionamento di cibo aei prigionieri, dopo la Seconda guerra mondiale. Il fatto che la giornata lavorativa fosse solo due ore in più rispetto a quella dei lavoratori liberi fino al 1954, e uguale dal 1954 in poi, è una chiara dimostrazione delle tendenze egualitarie dello Stato sovietico. Nel frattempo, il fatto degno di nota è che i criminali, non i “rivoluzionari democratici” furono inviati nei Gulag. Come tutti i sistemi giudiziari, c’erano certamente errori e alcuni innocenti furono mandati in carcere; il punto però è che questo fatto viene esagerato dalla stampa imperiale. Confrontiamo il sistema sovietico con quello degli Stati Uniti. Il 13° emendamento consente la schiavitù carceraria, con molti prigionieri vittime del profiling razziale. Anche la dinastia Clinton aveva schiavi nella provincia dell’Arkansas (News 2017).

I numeri
Secondo la pagina quattro di un altro documento della CIA (1989) intitolato “The Soviet Labour System: An Update”, il numero dei prigionieri dei Gulag “crebbe a circa 2 milioni” ai tempi di Stalin. Tali cifre corrispondono anche alle statistiche sovietiche, dai dati sovietici declassificati. Quello che segue è un documento archivistico sovietico declassificato del 1954 (Pykhalov), un estratto del quale è tradotto in inglese:
“Dal 1921 ad oggi per crimini controrivoluzionari furono condannate 3777380 persone, tra cui alla pena capitale 642980, ai campi e carceri per un periodo massimo di 25 anni 2369220, all’esilio ed espulsione 765190 persone. “Del numero totale di detenuti, approssimativamente condannati 2900000 persone da collegi di OGPU, NKVD e triplici riunioni speciali, e 877000 persone da tribunali militari e Collegio Militare Speciale. “Va notato… come stabilito dal decreto… del 3 novembre 1934. Riunione speciale della NKVD, fino al 1 settembre 1953 442531 persone furono condannate, inclusa alla pena capitale 10101; alla prigione 360921; ad esilio e espulsione (all’interno del Paese) 57.539; ad altre punizioni (compensazione dei tempi di detenzione, espulsione all’estero, ricovero obbligatorio) 3.970 persone…
Procuratore generale R. Rudenko
Ministro degli Interni S. Kruglov
Ministro della Giustizia K. Gorshenin”
Gli archivi sovietici rimasero classificati per decenni, per poi essere rilasciati col crollo dell’Unione Sovietica. Inoltre, dopo la morte di Stalin, il capo dell’NKVD dell’era staliniana (Ministero degli Interni sovietico) Lavrentij Berja fu giustiziato da Krusciov, un deciso antistalinista (Storia in un’ora 2010). Questi fatti rendono molto improbabile che l’intelligence sovietica avesse un pregiudizio pro-Stalin. Lo storico statunitense Michael Parenti (1997, pp. 79-80) analizza ulteriormente i dati forniti dagli archivi sovietici: “Nel 1993, per la prima volta, diversi storici ebbero accesso agli archivi della polizia sovietica in precedenza segreti e poterono stabilire stime ben documentate delle popolazioni di prigioni e campi di lavoro. Scoprirono che la popolazione totale dei Gulag dal gennaio 1939, alla fine delle Grandi Purghe, fu di 2022976. All’incirca in quel periodo, iniziò la purga dei purgatori, inclusi molti funzionari dell’intelligence e polizia segreta (NKVD) e membri della magistratura e altri comitati investigativi, improvvisamente ritenuti responsabili degli eccessi del terrore nonostante la protesta di fedeltà al regime. I campi di lavoro sovietici non erano campi di sterminio come quelli che i nazisti costruirono in Europa. Non vi fu alcuno sterminio sistematico di detenuti, né camere a gas o crematori per far sparire di milioni di corpi … la grande maggioranza dei detenuti dei Gulag sopravvisse e alla fine tornò nella società quando fu concessa l’amnistia o terminò la pena. In un dato anno, dal 20 al 40 percento dei detenuti fu rilasciata, secondo i documenti dell’archivio. Ignorando questi fatti, il corrispondente di Mosca del New York Times (31/7/96) continua a descrivere i Gulag come “il più grande sistema di campi di sterminio nella storia moderna”. Quasi un milione di prigionieri dei Gulag fu rilasciato durante la Seconda guerra mondiale per servire nell’esercito. Gli archivi rivelano che più della metà dei morti nei Gulag avutisi nel periodo 1934-53 avvenne durante gli anni di guerra (1941-45), principalmente per malnutrizione, quando una grave privazione era comune a tutta la popolazione sovietica. (Circa 22 milioni di cittadini sovietici morirono in guerra.) Nel 1944, ad esempio, il tasso di mortalità nei campo di lavoro era del 92 per 1000. Nel 1953, con la ripresa postbellica, i morti nei campi scese a 3 per 1000. “Tutti i detenuti dei Gulag dovrebbero essere considerati vittime innocenti della repressione rossa? Contrariamente a quanto siamo stati portati a credere, gli arresti per crimini politici (“reati controrivoluzionari”) furono tra il 12 e il 33 percento della popolazione carceraria, variando di anno in anno. La stragrande maggioranza dei detenuti fu accusata di reati non politici: omicidio, aggressione, furto, banditismo, contrabbando, truffa e altre violazioni punibili in qualsiasi società”.
Pertanto, secondo la CIA, circa due milioni di persone furono inviate nei Gulag negli anni ’30, mentre secondo gli archivi sovietici declassificati, furono 2369220 entro il 1954. Rispetto alla popolazione dell’URSS di quel momento, così come le statistiche di un Paese come gli Stati Uniti, la percentuale della popolazione del Gulag nell’URSS nel corso della storia fu inferiore a quella degli Stati Uniti di oggi, dagli anni ’90. In effetti, sulla base della ricerca di Sousa (1998), negli Stati Uniti c’e una percentuale maggiore di prigionieri (sull’intera popolazione) di quanto non ci sia mai stata in URSS: “In un articolo piuttosto striminzito apparso sui giornali dell’agosto 1997, l’agenzia di stampa FLT-AP riferì che negli Stati Uniti non c’erano mai state così tante persone nel sistema carcerario come i 5,5 milioni di detenuti nel 1996. Ciò rappresenta un aumento di 200000 persone dal 1995 e significa che il numero di criminali negli Stati Uniti è pari al 2,8% della popolazione adulta. Questi dati sono disponibili a tutti coloro che fanno parte del dipartimento dilla giustizia nordamericano… Il numero di detenuti negli Stati Uniti oggi è di 3 milioni in più rispetto al numero massimo mai detenuto in Unione Sovietica! Dove il picco fu il 2,4% della popolazione adulta in prigione per crimini; e negli Stati Uniti la cifra è il 2,8% ed aumenta! Secondo un comunicato stampa del dipartimento della giustizia degli Stati Uniti del 18 gennaio 1998, il numero di detenuti negli Stati Uniti nel 1997 era aumentato di 96100 persone”.

Conclusione
Considerando l’URSS una delle maggiori sfide ideologiche, la borghesia imperiale occidentale demonizzò Stalin e l’Unione Sovietica. Eppure, dopo decenni di propaganda, gli archivi declassificati di Stati Uniti ed URSS hanno smentito tali calunnie antisovietiche. Merita la nostra attenzione il fatto che la CIA, feroce fonte antisovietica, abbia pubblicato documenti declassificati sfatando i miti antisovietici che promuoveva e che continua a promuovere nei media mainstream. Insieme agli archivi sovietici declassificati, i documenti della CIA hanno dimostrato che la stampa borghese ha mentito sui Gulag.

Note
13° emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti: abolizione della schiavitù
Agenzia d’intelligence centrale (CIA). (1989). Il sistema del lavoro forzato sovietico: Aggiornamento (GI-M 87-20081)
Agenzia di intelligence centrale (CIA). (22 febbraio 2010). 1. Campi di lavoro in URSS
Hillary e Bill sfruttavano il “lavoro degli schiavi”. (8 giugno 2017)
Igor’, Pykhalov, Chi patì sotto Stalin. Le “vittime della repressione” erano innocenti?
Parenti, M. (1997). Camicie nere e rosse: fascismo razionale e rovesciamento del comunismo. San Francisco, California: City Lights Books.
Sousa, M. (15 giugno 1998). Menzogne sulla storia dell’Unione Sovietica
La morte di Lavrentij Berja. (23 dicembre 2015)
Tracy, JF (30 gennaio 2018). La CIA e i media: 20 fatti che il mondo deve sapere 

Traduzione di Alessandro Lattanzio