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La Russia pensa di fornire all’Iran i sistemi di difesa aerea S-400

Military Watch, 29 gennaio 2020

Alla luce delle crescenti tensioni tra Iran e Stati Uniti a seguito del ritiro di quest’ultimi dall’accordo nucleare JCPOA nel 2018, successivamente intensificatesi dopo l’assassinio del comandante della Forza Quds iraniana Qasim Sulaymani, la Russia pensa di fornire all’Iran sistemi di difesa aerea più potenti. Nel 2019 alcuni media occidentali riferirono che la Russia aveva rifiutato una richiesta iraniana di acquisire l’S-400, uno dei suoi principali sistemi missilistici terra-aria a lungo raggio, anche se questo fu fortemente smentito da Mosca che osservò che è disposta a prendere in considerazione un contratto qualora l’Iran lo richieda. L’Iran manifestò interesse per l’acquisizione dell’S-400, e possibilmente di materiale avanzato russo per la difesa aerea, compresi caccia pesanti. Non è chiaro a quali condizioni la Russia fornirebbe l’S-400 all’Iran e se sia disposto a fornirlo nell’ambito di uno scambio commerciale o con un prestito parziale. Tali termini potrebbero essere offerti per fornire all’Iran maggiore capacità difensiva, dissuadere potenziali attacchi da Stati Uniti ed alleati e stabilire un equilibrio più equo di potere nella regione, per cui piccole concessioni sui termini del contratto potrebbe essere un piccolo prezzo per Mosca.
L’Iran attualmente dispiega una serie di sistemi di difesa aerea a lungo raggio, tra cui l’S-300PMU-2, predecessore dell’S-400. Le batterie di S-300 furono acquisite in modalità diretta e si ritiene che le loro capacità siano di gran lunga superiori al modello PMU-2 standard sviluppato 20 anni prima della consegna all’Iran nel 2017. Il Paese dispiega anche una serie di sistemi a lunga gittata nazionali, tra cui Bavar-373 e 15-Khordad, accanto alle più avanzate versioni dell’S-200 di dell’epoca sovietica. Questi compensano le deludenti capacità in combattimento aereo dell’Aeronautica Militare iraniana.
In passato i legislatori russi sostennero la vendita all’Iran di sistemi avanzati a lungo raggio, col leader del Partito Democratico Liberale della Russia che recentemente dichiarava, dopo l’assassinio del Generale Sulaymani, che Mosca doveva “offrire all’Iran un accordo sulla cooperazione militare e vendere urgentemente le armi più moderne così che nessuno osasse lanciare nulla sull’Iran”, esprimendo la fiducia che l’S-400 e forse anche i sistemi missilistici S-500 potranno “chiudere l’intero cielo dell’Iran”. I prototipi dell’S-500 sono attualmente in servizio in Russia, sebbene l’esportazione di questi sistemi non sia ancora stata discussa. La piattaforma è progettata per un ruolo diverso da quello dell’S-400, ovvero abbattere obiettivi di alto valore come missili balistici e aerei AWACS a distanze estreme. Stati Uniti ed Israele, stretto partner della difesa nordamericana che ha rapporti tesi coll’Iran, si sono addestrati ampiamente a contrastare i sistemi russi S-300, utilizzando le vecchie versioni P e PMU-1 acquisite da Ucraina e Grecia. Coi caccia stealth F-35, nuova risorsa su cui si basano fortemente per penetrare l’avanzata rete della difesa aerea schierata da entrambi gli Stati, ancora ben lungi dall’essere pronti al combattimento ad alta intensità, le opzioni per un attacco a breve termine rimangono limitate.

Traduzione di Alessandro Lattanzio