Crea sito

Perché la Russia costruisce enormi rifugi sotterranei?

Michael Snyder The End of The American Dream, 26/03/2015

Lo sapevate che i russi hanno un massiccio complesso sotterraneo nei monti Urali di 700 km quadrati? In altre parole, è grosso guanto l’area entro la cintura di Washington DC. Negli anni ’90, l’amministrazione Clinton era profondamente preoccupata per la costruzione di questo enorme complesso nelle profondità della montagna Jamantau, ma non sembravano mai ricevere risposte dirette dai russi. Si dice che il centro di comando di questo complesso si trovi a 1000 metri sotto la cima della montagna di quarzo roccioso. E naturalmente i militari statunitensi ammetteranno che ci sono decine di altri siti simili in Russia, anche se la maggior è considerata più piccola. Ma non è tutto ciò che i russi hanno fatto. Ad esempio, la televisione russa ha riferito che alla fine del 2012 erano programmati 5000 nuovi rifugi antiatomici a Mosca. La maggior parte degli statunitensi non se ne rende conto, ma i russi non hanno mai smesso di prepararsi alla guerra nucleare. Nel frattempo, il governo degli Stati Uniti non ha fatto praticamente nulla per preparare i cittadini a un attacco. S’ipotizza che un attacco nucleare probabilmente non accadrà mai e che se accadesse significherebbe comunque la fine della civiltà. Inutile dire che i russi sono molto riservati sull’enorme struttura sotterranea nella montagna Jamantau, e nessun statunitense c’è mai stato. Quanto segue è ciò che Wikipedia ha da dire al riguardo: “Grandi progetti di scavo sono stati osservati dai satelliti degli Stati Uniti negli ultimi anni ’90, durante il governo Eltsin dopo la caduta dell’Unione Sovietica. Due guarnigioni, Beloretsk-15 e Beloretsk-16, furono costruite in cima alla struttura, e probabilmente anche una terza, Alkino-2, divenuta la città chiusa di Mezhgore nel 1995. Si dice che ospitino 30000 lavoratori ciascuna. Le ripetute domande degli Stati Uniti hanno prodotto diverse risposte dal governo russo sul Monte Jamantau. Hanno detto che è un sito minerario, un deposito di tesori russi, un’area di stoccaggio di cibo e un bunker per i leader in caso di guerra nucleare. Rispondendo alle domande nel 1996, il Ministero della Difesa russo dichiarò: “La pratica non esiste nel Ministero della Difesa della Russia da dover informare mass media esteri su strutture, qualunque siano, in costruzione per rafforzare la sicurezza della Russia. Grandi linee ferroviarie servono la struttura”. Nel 1996, il New York Times riferì la continua costruzione del sito. I funzionari degli Stati Uniti erano piuttosto perplessi sul fatto che i russi continuassero a costruirlo anche se la Guerra Fredda era presumibilmente finita.
Con un progetto segreto che ricorda i giorni più freddi della Guerra fredda, la Russia costruisce un gigantesco complesso militare sotterraneo nei Monti Urali, dicono funzionari occidentali e testimoni russi. Nascosto nella montagna Jamantau, nella zona di Beloretsk degli Urali meridionali, il progetto prevede la costruzione di un enorme complesso servito da una ferrovia, un’autostrada e migliaia di lavoratori. Nella comunità dei servizi segreti degli Stati Uniti, al tempo, c’era un enorme dibattito riguardo gli scopi della struttura, ma ciò su cui tutti erano d’accordo era che sarebbe assolutamente enorme. Un articolo di Sovetskaja Rossija affermava che il progetto prevede la costruzione di una ferrovia, un’autostrada moderna e città per decine di migliaia di lavoratori e loro famiglie. “Il complesso è grande quanto l’area di Washington all’interno della Beltway“, aveva detto un funzionario statunitense vicino all’intelligence. Un paio di anni dopo, un generale degli Stati Uniti affermò di ritenere che il complesso di Jamantau aveva “milioni di metri quadri disponibili in strutture sotterranee”. Nel 1998, con raro commento pubblico, l’allora comandante del Comando Strategico USA (STRATCOM), Generale Eugene Habinger, definì Jamantau “un complesso molto grande, stimiamo che abbia milioni di metri quadrati disponibili per strutture sotterranee. Non abbiamo la minima idea di cosa facciano“. Si ritiene che sia grande abbastanza da ospitare 60000 persone, con uno speciale sistema di filtraggio dell’aria progettato per resistere a un attacco nucleare, chimico o biologico. Si ritiene che nel sito si conservino abbastanza cibo e acqua per sostenere l’intera popolazione sotterranea per mesi e mesi. Qualche anno dopo, nel 2003, c’era un articolo sul Washington Post di Bruce G. Blair in cui Jamantau era menzionata come possibile obiettivo dei pianificatori della guerra nucleare degli Stati Uniti. I pianificatori della guerra nucleare statunitensi hanno in realtà gli occhi puntati su obiettivi in Russia e Cina, come silos missilistici e bunker di comando. Per essi, la guerra fredda non è mai finita. I loro primi due candidati (obiettivi) in Russia si trovano nelle montagne Jamantau e Kosvinskij negli Urali centro-meridionali. Entrambi sono grandi costruzioni iniziate alla fine degli anni ’70, quando la potenza di fuoco nucleare degli Stati Uniti aveva preso di mira il complesso del comando del Partito Comunista. Temendo un attacco decapitante, i sovietici inviarono decine di migliaia di lavoratori in quei siti remoti, dove i satelliti spia statunitensi li avvistarono ancora lavorare alla fine degli anni ’90. Ma i russi non hanno solo costruito enormi strutture sotterranee nel profondo degli Urali, ma anche migliaia di nuovi rifugi sotterranei in grandi città come Mosca.
Quanto segue è un estratto da un articolo di RT del 2010: “Entro il 2012 verranno costruiti a Mosca circa 5000 nuovi rifugi antiaerei di emergenza per salvare le persone in caso di potenziali attacchi. Le autorità di Mosca dicono che la misura è urgente in quanto i rifugi attualmente disponibili in città non possono ospitare più della metà della popolazione. Negli ultimi 20 anni, la difesa antiaerea è stata sviluppata poco e i rifugi esistenti sono obsoleti. Inoltre, si trovano per lo più nel centro della città, il che rende i quartieri di Mosca densamente popolati particolarmente vulnerabili in caso di attacco nucleare. Per risolvere il problema, la città ha affidato agli architetti l’incarico di costruire un modello tipico di rifugio facile da costruire che si trovi in tutta la città da 10 a 15 metri sotto palazzi, centri commerciali, complessi sportivi e parchi, e che in caso di attacco le persone dovranno raggiungere in un minuto”. Naturalmente queste costruzioni costarono molto ai russi. Una stima indica il costo “da mezzo miliardo a un miliardo di dollari. “Anche se i bunker sarebbero progettati per proteggere la popolazione in caso di attacco nucleare, i funzionari del governo dicono che è solo una precauzione e non si aspettano che si verifichi tale attacco od epidemia nucleare (ad esempio Chernobyl). Né RT né il governo russo hanno fornito stime sul costo delle strutture. Un articolo di Popular Mechanics che esaminava diversi tipi di bunker e costruzioni indicava prezzi variabili a seconda del tipo di rifugio. Dato che i bunker russi proposti avrebbero accolto circa 1000 persone ciascuno (in base al conteggio della popolazione ed altri dettagli), si potrebbe stimare che il prezzo più basso per un bunker di queste dimensioni, con beni di prima necessità come bagni e riserve di cibo per un giorno o due, sarebbe di circa 100000 – 200000 dollari. Ciò metterebbe il costo di 5000 rifugi tra mezzo miliardo a un miliardo di dollari”. Un investimento significativo, anzi. E noi?
Il governo degli Stati Uniti ha costruito qualche bunker per la sopravvivenza della popolazione generale negli Stati Uniti? Ovviamente no. Nel caso di guerra nucleare, immagino che si aspettino che moriremmo. I russi hanno anche ultimato il nuovissimo Centro della difesa nazionale a Mosca che contiene vaste strutture sotterranee. La Russia inaugura la nuova struttura di difesa nazionale, destinata a monitorare le minacce alla sicurezza nazionale in tempo di pace, ma a prendere il comando del Paese in caso di guerra. La nuova struttura fortificata della sicurezza di Mosca comprende diverse grandi sale di guerra, un nuovissimo supercomputer nel cuore del centro di elaborazione dati all’avanguardia, strutture sotterranee, vie segrete per l’evacuazione di emergenza e un piazzale per elicotteri, schierati per la prima volta il 24 novembre sul fiume Moscova. Il Ministero della Difesa non rivelava il prezzo del sito, ma sarebbe di diversi miliardi di dollari. Inoltre, i russi hanno anche sviluppato un nuovo sistema missilistico antibalistico progettato per impedire ai missili nucleari statunitensi di raggiungere gli obiettivi. Gli Stati Uniti non hanno nulla come l’S-500 attualmente in fase di sviluppo dai russi, che dovrebbe essere schierato nel 2017, ma ci sono voci che si sia già iniziato a schierarlo. Quanto segue proviene da military-today, “L’S-500 non è un aggiornamento dell’S-400, ma un nuovo progetto. Usa nuovissime tecnologie ed è superiore all’S-400. È stato progettato per intercettare i missili balistici. Avrebbe una gittata di 500-600 km e colpirebbe bersagli a 40 km di quota. Alcune fonti affermano che il sistema può tracciare 5-20 bersagli balistici e intercettarne 5-10 simultaneamente. Può abbattere i missili balistici che volano a 5-7 chilometri al secondo. È stato riferito che il sistema di difesa aerea può anche bersagliare satelliti a bassa orbita. È previsto che l’S-500 protegga Mosca e le regioni circostanti. Sostituirà l’attuale sistema missilistico antibalistico A-135. I missili S-500 saranno usati solo contro i bersagli più importanti, come missili balistici intercontinentali, AWACS e aerei da guerra elettronica“.
Purtroppo, alla maggior parte degli statunitensi ciò non interessa. Oggi, pensa che i russi siano “nostri amici” e che una guerra con la Russia non possa mai accadere. Ciò che non realizzano è che il popolo russo vede le cose molto molto diversamente. Oggi, l’ 81% dei russi ha un’opinione negativa degli Stati Uniti. La nostra interferenza nel conflitto in Ucraina ha arrabbiato molto il popolo russo, e molti ora credono che una guerra con gli Stati Uniti sia inevitabile. E questa settimana le cose tra Stati Uniti e Russia sono diventate ancora più tese. Barack Obama aveva già annunciato che invieremo aiuti militari “non letali” agli ucraini, ma ora la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti approvava a stragrande maggioranza una risoluzione che chiede ad Obama d’inviare aiuti militari “letali” al governo di Kiev. Ieri, in un voto che in gran parte è ignorato, la Camera dei rappresentanti approvava una risoluzione che esorta Obama ad inviare aiuti letali all’Ucraina, fornendo armi offensive e non solo “difensive” all’esercito ucraino, la stessa insolvente ed iperinflazionata Ucraina che, con una valutazione del credito Caa3/CC la scorsa settimana si preparava ad emettere debito sovrano con garanzia statunitense, in sostanza facendone parte degli Stati Uniti (qualcosa che gli USA precedentemente fecero per l’Egitto prima che il regime fantoccio dei Fratelli musulmani venisse spazzato dall’esercito). La risoluzione passava con ampio supporto bipartisan per 348 a 48. Secondo DW, la misura esorta Obama a dotare l’Ucraina di “sistemi d’arma difensivi letali” che possano consentire all’Ucraina di difendere il territorio dall’”ingiustificata e continua aggressione della Federazione russa”. “Una politica come questa non dovrebbe essere partigiana“, affermava il portavoce democratico Eliot Engel, sponsor della risoluzione. “Ecco perché oggi ci opponiamo come democratici e repubblicani, proprio da statunitensi, per dire basta in Ucraina“. Se Obama decide d’inviare aiuti militari letali agli ucraini, i russi andranno dritti. Purtroppo, a questo punto nessuno sembra interessato alla pace. Continuiamo a fare altri passi lungo la strada per la Terza guerra mondiale, a cui gli Stati Uniti sono completamente e assolutamente impreparati.Traduzione di Alessandro Lattanzio