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Il responsabile CIA dell’assassinio di Sulaymani, eliminato in Afghanistan

South Front, 28.01.2020

Il 27 gennaio, i taliban riferivano che un Bombardier E-11A dell’Aeronautica nordamericana si schiantava in Afghanistan, uccidendo tutte le persone a bordo. Nella dichiarazione, il portavoce dei taliban Zabihullah Mujahed non menzionava in modo specifico se il gruppo avesse abbattuto l’aereo, ma i media perpetuano questa narrazione.
“Ghazni, a mezzogiorno del 21 gennaio, un aereo statunitense per le operazioni speciali in missione di raccolta informazioni sulla provincia di Ghazni si schiantava nella zona di Sado Khelo, nel distretto di Deh Yak. L’aereo si distrusse nello schianto e tutti i membri dell’equipaggio insieme ad vari alti funzionari della CIA rimasero uccisi. Va detto che negli ultimi giorni un certo numero di velivoli ed elicotteri nemici fu abbattuto dai mujahidin a Helmand, Balkh e altre province del Paese. Il relitto dell’aereo e i cadaveri si trovano sul luogo dell’incidente.
Portavoce dell’Emirato islamico dell’Afghanistan Zabihullah Mujahid
02/06/1441 Hijri – 07/11/1398 Hijri – 27/01/2020”


L’incidente avveniva nell’area di Sado Khel, controllata dai taliban, nel distretto di Deh Yak della provincia di Ghazni, secondo il portavoce dei taliban Zabihullah Mujahed. “Un aereo speciale nordamericano che sorvolava l’Afghanistan per una missione di intelligence è stato abbattuto tatticamente dai taliban”, aveva detto Mujahed. “Tutti a bordo, compresi gli ufficiali della CIA di alto rango, sono stati uccisi”.


Secondo fonti di’ntelligence russe citate da Veterans Today, l’aereo abbattuto era il comando mobile della CIA di Michael D’Andrea, capo del Centro Missione per l’Iran. E tutto il materiali e i documenti ora presumibilmente sono in mano ai taliban. Inoltre, D’Andrea fu una figura di spicco nella ricerca di Usama bin Ladin, così come degli attacchi dei droni statunitensi per la campagna di assassinii. Era presumibilmente dietro l’attacco dei droni che uccise il Generale Qasim Sulaymani, oltre ad essere la figura più importante dell’intelligence della CIA in Medio Oriente.


Il portavoce delle forze armate statunitensi in Afghanistan Colonello Sonny Leggett confermava che il Bombardier E-11 si era schiantato nella provincia di Ghazni, ma affermava che la causa era sotto inchiesta e che non c’erano indicazioni che il nemico l’avesse abbattuto. “Sembra che abbiamo perso un aereo”, aveva detto ai giornalisti a Washington il Generale David Goldfein, capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica statunitense. “Non conosciamo lo stato dell’equipaggio”.
A seguito dell’incidente del 27 gennaio, l’Autorità per l’aviazione civile dell’Afghanistan forniva alcuni dettagli. “Apparentemente l’aereo compiva operazioni militari ed era decollato dal territorio dell’Afghanistan”, secondo Ghulam Masoom Massumi, direttore della gestione del traffico aereo presso l’autorità. “L’aereo militare non era un aereo cargo”, aggiungeva Massumi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio